Bacheca Termolese – Free space urbano

5 maggio 2013

Wiki Loves Monuments – Una mostra nazionale di Wikipedia a San Salvo

5 12 maggio mostra-wikipedia a san salvoIn occasione del Giro d’Italia, dal 5 al 12 maggio presso la struttura del Giardino Botanico Mediterraneo di San Salvo Marina, il biotopo costiero dietro le Nereidi (Lungomare Cristoforo Colombo), si terrà una importante mostra fotografica nazionale. Verranno esposte le 20 fotografie vincitrici nel 2012 dell’edizione italiana del progetto Wiki Loves Monuments, un concorso fotografico internazionale indetto da Wikipedia, che coinvolge cittadini di tutto il mondo nel documentare il proprio patrimonio culturale.  (continua…)

14 settembre 2011

Nel Molise anche la lista del PID – ma che è ??? – Ce lo spiega Wikipedia

I Popolari di Italia Domani (PID) è un movimento di ispirazione democristiana e centrista, scissosi dall’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro il 28 settembre 2010 come Popolari per l’Italia di Domani[1][2] e presentato ufficialmente il 7 ottobre successivo[3]. I suoi componenti abbandonano il ruolo di opposizione, per il quale erano stati eletti nell’UDC, e si sono schierati a sostegno della maggioranza parlamentare di centrodestra di Silvio Berlusconi. Come primo atto votano favorevolmente il voto di fiducia al Governo.

I principali fondatori sono parlamentari campani e siciliani che fanno capo all’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro, già vicesegretario nazionale dell’UDC. (continua…)

10 aprile 2010

Rock latino – Carlos Santana

Archiviato in: MUSICA — Achab @ 23:43
Tags: , , , , ,

Carlos Augusto Alves Santana (Autlán de Navarro, 20 luglio 1947) è un chitarristamessicano, tra i musicisti di maggior successo nella storia del rock.

Ha cominciato a riscuotere consensi tra gli anni settanta ed ottanta, con il suo gruppo Santana Blues Band. Già allora mescolava vari generi, quali salsa, rock classico, blues e fusion. Lì come oggi Santana usava in modo estensivo i suoi assoli di chitarra, e si avvaleva anche di strumenti più tradizionali del suo paese. In seguito ha continuato a sperimentare questa formula, tra alterne fortune.

Nel corso degli anni novanta Santana rischiò il declino, scongiurato nel 1999 dall’album Supernatural. Grazie a questo lavoro, il miglior successo della sua carriera, ha fatto conoscere la sua filosofia musicale alle nuove generazioni.

Ha venduto più di 80 milioni di dischi, ed è anche considerato tra i migliori chitarristi rock esistenti.

Santana nacque ad Autlán de Navarro, in Messico, da una famiglia di musicisti (il padre José era un violinista mariachi). Anche lui si appassionò presto alla musica, iniziando a suonare il violino all’età di cinque anni. Parecchi anni dopo la sua famiglia si trasferì a Tijuana, e lì Santana cominciò a suonare la chitarra da autodidatta, lo strumento che presto lo avrebbe reso celebre. Si ispirò ad altri famosi chitarristi come John Lee Hooker, T-Bone Walker e B.B. King, che ascoltava dalle stazioni radio statunitensi al confine. Nel 1961 Santana emigrò a San Francisco, negli Stati Uniti. Dopo che i suoi familiari lo avevano convinto a restare in California, si diplomò alla Mission High School di San Francisco nel 1965. Carlos iniziò ad aiutare la famiglia lavorando come lavapiatti, e crebbe appassionandosi alla musica della Bay Area, spesso andando di nascosto al Bill Graham’s Fillmore Auditorium ad ascoltare alcuni dei suoi musicisti preferiti: tra questi vi erano Muddy Waters, The Paul Butterfield Blues Band, The Grateful Dead e molti artisti rock, blues e jazz che lì si esibivano.

Alla fine del 1966, il chitarrista Tom Frazier intese mettere in piedi un gruppo rock. Così a lui si aggregarono Santana (voce e chitarra), Mike Carabello (percussioni), Rod Harper (batteria), Gus Rodriguez (basso) e il nativo di Seattle Gregg Rolie (voce ed organo), per formare la Santana Blues Band. Carlos ha sostenuto che solo lui e Rolie erano interessati seriamente alla musica, mentre gli altri erano intenti solo allo spettacolo e alle esibizioni dal vivo. Lo stesso Santana non era visto dagli altri come vero leader del gruppo, che pure portava il suo nome. I sei operarono tutti come in un collettivo, cosa che avrebbero fatto per tutti i primi anni settanta. Stan ‘Moon’ Marcum, d’accordo con il gruppo sull’idea del loro nome, divenne il loro manager. In quel periodo Jorge Santana, fratello di Carlos ed anche lui chitarrista, iniziò una carriera parallela con i Malibu’s e poi passò ai Malo, di discreta popolarità.

Dopo qualche tempo il nome del gruppo si ridusse semplicemente a “Santana”. Allora nella sua lineup c’erano Carlos, Rolie, il bassista David Brown, il batterista Bob ‘Doc’ Livingston e il percussionista Marcus Malone. Il promoter Bill Graham li ascoltò e gli permise di esibirsi al Fillmore (poi Fillmore West). L’esordio discografico di Santana fu un’ospitata in The Live Adventures of Mike Bloomfield and Al Kooper, con Al Kooper e Mike Bloomfield, anche loro regolarmente in tournee al Fillmore.

Sono sempre girate voci su come la band abbia incorporato elementi di musica latina, visto che ironicamente né Santana né Gregg Rolie ne trassero inizialmente ispirazione. Si sa dei loro frequenti “showcases” al San Francisco’s Aquatic Park, dove suonatori di conga si sarebbero a loro uniti per le sessioni ritmiche. Inoltre, all’epoca Carlos cominciò ad esplorare per la prima volta altri tipi di musica, nella poliedrica scena di Frisco. Il locale chitarrista jazz Gabor Szabo divenne fan di Santana, ed usò anche lui congas sul suo album ‘Spellbinder’, uscito nel 1966. Ma soprattutto capì presto che, usando le percussioni nella band, le ragazze avrebbero ballato scuotendo selvaggiamente i fianchi, come danzatrici del ventre. Così Santana scoprì che le percussioni latine attiravano il pubblico, e le aggiunse alla propria musica.

Il gruppo firmò per la Columbia Records, e vi registrarono il loro primo album. Non soddisfatti delle sue vendite, compresero la necessità di un cambiamento stilistico. Così licenziarono Livingston e lo sostituirono con Michael Shrieve, che si rifaceva molto a jazz e rock. Marcus Malone fu costretto a lasciare la band per problemi personali, e vi rientrò Michael Carabello. Con quest’ultimo arrivò anche il percussionista del Nicaragua José Chepito Areas, ben conosciuto anche nel suo paese; entrambi contribuirono molto alla musica del gruppo, sia per le apprezzate capacità tecniche che per l’esperienza personale.

Bill Graham, loro fan fin dall’inizio, convinse i promotori del festival di Woodstock a permettergli di entrare in scena, prima dell’uscita del loro primo vero album. La loro esibizione al festival ricevette molti applausi, e in seguito il successo del brano strumentale “Soul Sacrifice” (di undici minuti) aumentò la popolarità del gruppo. Graham gli diede poi dei consigli vitali per registrare ‘Evil Ways’ di Willie Bobo, dato il potenziale successo della loro collaborazione. Il primo album in studio della band, Santana, raggiunse il quarto posto delle classifiche statunitensi, e l’orecchiabile singolo “Evil Ways” arrivò al numero nove di Billboard.

Nel 1970 raggiunsero i primi grandi successi commerciali con Abraxas, entrato al primo posto di molte classifiche e forte di oltre 4 milioni di copie vendute. Al disco collaborò anche il pianista Alberto Gianquinto, che consigliò al gruppo di allontanarsi dalle lunghe sessioni dei percussionisti, e di concentrarsi su canzoni dalle strutture meno convenzionali. L’ innovative miscela musicale di Santana arrivò al 4 posto delle classifiche del Regno Unito. Abraxas figura da allora in molte liste sui “migliori album di sempre”. La compagine originaria del gruppo (primi due album) sarebbe entrata nel 1998 nella Rock and Roll Hall of Fame.

Tuttavia, Woodstock e il successo dei primi due album iniziò a creare problemi alla band, e mise in luce le divergenze artistiche tra Rolie e Carlos. Il primo, insieme ad altri componenti, voleva enfatizzare il suono hard rock di base degli esordi. Il secondo stava invece esplorando sonorità blues e rock e voleva invece inserire elementi jazz, in una musica molto ispirata anche da Miles Davis e John Coltrane; inoltre si dedicava sempre più a religione e meditazione. A complicare la situazione si aggiunse anche Chepito Areas, alle prese con una gravissima emorragia cerebrale; Santana e gli altri continuarono a suonare con vari sostituti (prima Willie Bobo e poi Coke Escovedo), ma i suoi colleghi, specie Michael Carabello, reputavano sbagliato lavorare senza Areas. Alcuni membri formarono propri gruppi, e i Santana cominciarono a sciogliersi.

Al giovanissimo chitarrista Neal Schon fu chiesto di entrare nella band nel 1971 (Eric ClaptonDerek and the Dominos). Diventò membro dei Santana, e con loro compose Santana III. Il suono del gruppo, in cui le due chitarre assunsero un ruolo più rilevante che in precedenza, fu consolidato anche dal ritorno di Chepito Areas, e dalla collaborazione di Coke Escovedo alle percussioni. Vi fu poi ulteriore supporto dalla sezione di un trombettista dei Tower of Power, Luis Gasca of Malo, e di altri cantanti e percussionisti. Santana 3 fu anch’esso di successo, arrivando al numero uno di molte classifiche e vendendo 2 milioni di copie. I suoi singoli più di successo furono “Everybody’s Everything” e “No One to Depend On”.

Peraltro nel gruppo le frizioni interne proseguirono. Insieme alle differenze musicali, anche l’uso di stupefacenti da parte di alcuni componenti diventò un problema, e molte performance successive iniziarono a risentirne. Coke Escovedo incoraggiò i Santana a badare alla loro direzione musicale molto più che alla costernazione di certi altri, convinti che il gruppo e la sua musica fossero uno sforzo collettivo. Inoltre si presentarono difficoltà finanziare sotto la guida di Stan Marcum, da Bill Graham ritenuto un incompetente. I crescenti risentimenti tra Santana e Michael Carabello sui loro stili di vita, indussero il secondo all’abbandono della band. James Mingo Lewis fu ingaggiato all’ultimo minuto come suo sostituto, durante un concerto a New York. Poi anche David Brown se ne andò, a causa del suo abuso di droghe. Allora fu anche interrotto un tour a Lima, in Perù, date le proteste degli studenti contro le politiche governative degli Stati Uniti e i fan indisciplinati. Il tutto convinse Santana a perseguire altri cambiamenti nel gruppo e nella sua vita.

Nel gennaio del 1972, Carlos, Neal Schon e Coke Escovedo si unirono al batterista della Band of Gypsies Buddy Miles per un concerto all’Hawaii’s Diamond Head Crater; da ciò ne sarebbe derivato un album live. Poco dopo, Santana e il resto del gruppo iniziarono a lavorare sul quarto album, Caravanserai. Durante le registrazioni, Santana e Michael Shrieve collaborarono con James Mingo Lewis, Armando Peraza (sostituto di Carabello), Tom Rutley e Doug Rauch (sostituti di David Brown). Alle tastiere lavorarono Wendy Haas e Tom Coster. Non soddisfatti dai nuovi musicisti, Gregg Rolie e Neal Schon se ne andarono subito dopo il completamento dell’album, malgrado il loro influente contributo. Rolie tornò a Seattle, aprendo un ristorante insieme al padre, e divenne in seguito tra i fondatori dei Journey (in cui entrò anche Schon).

Quando Caravanserai emerse nel 1972, segnò un forte cambiamento nella direzione musicale, muovendosi di più verso jazz e fusion. L’album fu molto stimato dalla critica, ma il capo della Columbia Records Clive Davis avvisò Carlos e i suoi compagni che avrebbero rischiato di diventare un fenomeno da classifica, anche se il loro lavoro sarebbe stato premiato con un disco di platino. Le difficoltà di allora dei Santana furono raccontate da Ben Fong-Torres su Rolling Stone, nella storia di copertina “The Resurrection of Carlos Santana”.

In quel periodo Santana conobbe Deborah King, che avrebbe poi sposato nel 1973. Deborah è la figlia del musicista blues Saunders King. La coppia ha tre figli, Salvador, Stella and Angelica. Insieme alla moglie, Santana ha fondato l’organizzazione nonprofit “The Milagro Foundation”, che fornisce aiuti finanziari in tutto il mondo per l’istruzione e la salute dei bambini.

Nel 1972 Santana diventò grande fan del gruppo The Mahavishnu Orchestra e del suo chitarrista John McLaughlin. Venuto a sapere dell’interesse di Carlos per la meditazione, McLaughlin presentò lui e Deborah al guru Sri Chinmoy. Questi li accettò successivamente come discepoli nel 1973, e a Santana fu dato il nome di “Devadip” – ovvero “Lanterna ed occhio di Dio”.

Santana e McLaughlin registrarono insieme l’album “Love, Devotion, Surrender”, aiutati dai loro rispettivi gruppi, ma anche dal percussionista Don Alias e dall’organista Larry Young (i due avevano già collaborato nel 1969 con Miles Davis, nel disco Bitches Brew).

Ottenuti i diritti legali sul nome della band, Santana diresse un nuovo cambio di formazione. Così arrivarono Armando Peraza e torna il timbalista Chepito Areas , Doug Rauch al basso, Michael Shrieve alla batteria, e Tom Coster e Richard Kermode alle tastiere. In seguito Carlos chiamò anche il cantante jazz Leon Thomas per un tour in Giappone: di quel concerto, alcune performance furono registrate nell’album live Lotus. La Columbia Records non ne avrebbe permesso la pubblicazione, se non fosse stata accorciata la durata. Santana non fu d’accordo, e il disco divenne disponibile solo come in edizione limitata, con 3 registrazioni. Poi i Santana si recarono in studio per registrare “Welcome”, album che riflesse ulteriormente gli interessi di Carlos per jazz e fusion, e il suo impegno per la vita spirituale di Sri Chinmoy.

In seguito arrivò una collaborazione con la vedova di John Coltrane. Il disco, intitolato Illuminations, si destreggiava tra free jazz, musiche dell’India Orientale ed influenze classiche, e vi lavorarono anche Jack DeJohnette e Dave Holland (anche loro al fianco di Miles Davis). Subito dopo il gruppo affrontarono altri cambi di lineup. Kermode, Thomas e Rauch lasciarono i Santana, e furono sostituiti dal vocalist Leon Patillo e dallo storico bassista David Brown. A loro si aggregò anche il sassofonista Jules Broussard. La band registrò in studio Borboletta, pubblicato nel 1974. Poi Ndugu Leon Chancler sostituì alla batteria Michael Shrieve, che avrebbe intrapreso una carriera solista.

A quel tempo, la gestione di Bill Graham iniziò ad occuparsi dei loro affari. Graham criticò la svolta jazz di Santana, e per lui il chitarrista doveva concentrarsi a riportare il gruppo in classifica con sonorità più orecchiabili (specie quelle latineggianti e stradaiole degli esordi). In realtà anche lo stesso Carlos sentiva che la direzione del gruppo scontentava molti fans. Benché album e concerti fossero stati molto apprezzati negli ambienti jazz e fusion, le loro vendite erano declinate.

Insieme a Chancler, Tom Coster, il vocalist Greg Walker e il produttore David Rubinson, Santana impose al gruppo un altro cambiamento di stile. Nel 1976 pubblicarono Amigos, con più influenze funk e latine. Il disco fu lanciato da brani come “Dance, Sister, Dance” e “Let It Shine” e soprattutto la strumentale “Europa (Earths Cry Heavens Smile)”, e riportò il gruppo ai primi posti in classifica. Rolling Stone gli dedicò poco dopo un’altra storia di copertina, “Santana Comes Home”.

Gli album di fine anni settanta seguirono la stessa formula di Amigos, malgrado parecchi cambi di formazione. Fra i componenti più spesso in fuga e ritorno vi fu il precussionista Raul Rekow, arrivato all’inizio del 1977 e tuttora al lavoro con il gruppo . Il più noto dei loro sforzi commerciali dell’epoca fu “She’s Not There”, cover di un noto brano dei Zombies, attivi negli anni sessanta. La canzone proveniva dal disco “Moonflower, pubblicato nel 1977.

“Moonflower” era un doppio album perlopiù con tracce dal vivo (19, per un totale di 97 minuti). Aveva una larga selezione di brani eseguiti fino ad allora dai Santana, ma non mancavano alcuni inediti. Oltre che con David Margen e il bassista Pablo Tellez, il gruppo lavorò con Tom Coster alle tastiere e il vocalist Greg Walker (che qui si avvalse di una tecnica di canto flautata ma profonda). Graham Lear vi collaborò come batterista e si esibì in attacchi di batteria tuttora molto stimati dai suoi colleghi rock, jazz, fusion e latin music (soprattutto il suo assolo su “Soul Sacrifice, Hands and Feet”). Altri tre percussionisti latin, Raul Rekow (bongo, bonga, surdo, campanelli), José Chepitó Areas (percussioni, campane, timbali, conga) e Pete Escovedo (percussioni, timbali, guiro, maracas) completarono la sezione ritmica. Nel complesso, da allora il lavoro dal vivo dei Santana fu molto più apprezzato di prima.

I successi relativi di quegli album permisero a Santana di avviare una carriera solista, anche con l’aiuto della Columbia Records. Così furono realizzati nel 1979 “Oneness; Silver Dreams, Golden Reality” e nel 1980 “The Swing of Delight”, a cui parteciparono anche Herbie Hancock, Wayne Shorter, Ron Carter e Tony Williams (già insieme a Miles Davis negli anni sessanta).

Le pressioni di lavoro, il desiderio di essere un rocker di alto profilo e i requisiti di vita spirituale che esigevano il guru Sri Chinmoy e i suoi seguaci, procurarono non pochi problemi al matrimonio di Carlos. Pian piano si disilluse delle regole di vita imposte da Chinmoy, spesso non viste come ragionevoli (tra cui l’impedimento al chitarrista e sua moglie di mettere su famiglia). Ciò divenne palese in seguito, nel fatto che la fama di Santana era usata per rendere popolare il guru). Alla fine Carlos e Deborah terminarono la loro frequentazione con Chinmoy, nel 1982.

Un decennio dopo, Santana e il suo gruppo rilasciarono singoli più orecchiabili. “Winning” nel 1981 ed “Hold On” nel 1982 arrivarono ai primi 20 posti in classifica. Dopo la sua rottura con Sri Chinmoy, Carlos tornò in studio per registrare un altro album solista, con Keith Olson e il rinomato produttore R&B Jerry Wexler. Il disco del 1983 ripropose le precedenti esperienze del chitarrista a Tijuana, con “Who Do You Love” di Bo Diddley ed “Havana Moon” di Chuck Berry. Con Santana lavorarono anche Booker T. Jones, The Fabulous Thunderbirds, Willie Nelson e perfino l’orchestra mariachi del padre José. Santana inserì le sue prime influenze rock anche nei brani per il biopic “La Bamba”, interpretato da Lou Diamond Phillips e dedicato a Ritchie Valens.

Benché la band abbia cercato di produrre dischi più “radio friendly” negli anni ottanta, il cambiamento di gusti nella cultura pop iniziò a riflettersi sulle vendite del loro ultimo lavoro del periodo, Beyond Appearances. Nel 1985, Bill Graham sollecitò ancora Santana, perché convincesse Bob Geldof a partecipare al Live Aid. I consensi ottenuti a quel concerto, dimostrarono che potevano ancora dare ottimi ascolti dal vivo, malgrado le ridotte vendite dei loro dischi. Santana conservò grande rispetto sia in ambiente jazz che quello rock, tanto che Prince e Kirk Hammett dei Metallica lo citano come ispiratore, e la sua amicizia con Miles Davis, che dagli anni ottanta aveva organizzato ma era sempre più cagionevole di salute.

I Santana tornarono nel 1986 con un nuovo album, Freedom. Carlos richiamò al microfono Buddy Miles, che voleva rilanciare la sua carriera musicale dopo aver speso molti degli anni precedenti in carcere, per spaccio di droga. La sua presenza scenica conferì carisma a non pochi concerti, ma ancora una volta le vendite del disco non furono decenti.

Ormai stanco di compiacere i suoi manager con dischi da classifica, Santana fu invece entusiasta delle sessioni in studio e delle collaborazioni (il noto gruppo fusion Weather Report, il pianista jazz McCoy Tyner, il musicista blues John Lee Hooker, Aretha Franklin, il chitarrista dei Living Color Vernon Reid, e il cantante dell’Africa Occidentale Salif Kieta). Lui e Mickey Hart dei Grateful Dead, in seguito suonarono e registrarono con il batterista nigeriano Babatunde Olatunji (che con Santana aveva già lavorato per il brano “Jingo”, negli anni sessanta). Nel 1988 Santana si riunì ad alcuni compagni di band, per vari concerti. Inoltre la Columbia Records rilasciò “Viva Santana”, contenente alcune loro performance dei vent’anni precedenti.

Nello stesso anno Carlos fondò un gruppo del tutto strumentale, con il jazzista Wayne Shorter al sassofono. Vi giunsero anche Patrice Rushen alle tastiere, Alphonso Johnson al basso, Armando Peraza e Chepito Areas alle percussioni e Ndugu Leon Chancler alla batteria. Furono brevemente in tour e ricevettero critiche lusinghiere dalla stampa musicale, paragonandoli ai Santana di “Caravanserai”. Il chitarrista pubblicò anche il disco “Blues for Salvador”, vincitore di un Grammy come Best Rock Instrumental Performance. Il 14 luglio1989 con questa band è l’ospite internazionale a Lamezia Terme della rassegna Fatti di Musica diretta da Ruggero Pegna.

Nel 1990 Santana lasciò la Columbia Records e passò alla Polygram. Un anno dopo partecipò all’album Solo Para Ti di Ottmar Liebert, per le canzoni “Reaching Out 2 U” e una cover di “Samba Pa Ti”. Nel 1992 ingaggiò i Phish come suo gruppo di apertura. Tuttora è vicino alla band, specie al chitarrista Trey Anastasio.

Nel 1998 Santana e la sua band suonarono in Piazza Mazzini a Viareggio, in occasione della cerimonia di apertura del famoso Carnevale; la performance, che sarebbe dovuta durare meno di un’ora, durò invece più di due ore.

Le vendite di Santana negli anni novanta furono ridotte, e verso la fine di quel decennio si ritrovò senza contratto. Tuttavia Clive Davis della Arista Records, che col chitarrista aveva lavorato per la Columbia, lo scritturò e lo incoraggiò a registrare un album con artisti perlopiù giovani. Così nel 1999 uscì Supernatural, che includeva partecipazioni di Bobby Martin, Rob Thomas dei Matchbox 20, Eric Clapton, Lauryn Hill, Wyclef Jean, Maná, Dave Matthews, Eagle-Eye Cherry, Everlast e KC Porter[3].

Il suo singolo di lancio fu “Smooth”, cantata da Rob Thomas (anche coautore dei testi). Ebbe molto successo su varie stazioni radiofoniche. Trascorse dodici settimane al primo posto di Billboard, diventando così l’ultimo in ordine di tempo tra i grandi singoli degli anni novanta; ne fu anche girato il celebre videoclip su un barrio. Supernatural fu premiato in poco tempo con 3 dischi di platino, e raggiunse inoltre il primo posto delle classifiche USA. Il secondo singolo estratto fu “Maria Maria”, arrangiato da Bobby Martin ed eseguito insieme al duo R&BThe Product G&B; anch’esso arrivo al numero uno in classifica, e vi rimase per dieci settimane nell’estate del 2000. Un altro singolo di successo fu “Corazon Espinado”, a cui collaborarono anche i Mana. Supernatural ha venduto ad oggi più di 25 milioni di copie, di cui 15 milioni nei soli Stati Uniti.

Il disco e molte sue canzoni vinsero 9 Grammy Awards (otto allo stesso Santana), fra cui album dell’anno, registrazione dell’anno (il singolo “Smooth”) e canzone dell’anno (premio andato a Thomas ed Itaal Shur). I discorsi di Carlos durante la premiazione, descrissero le sue opinioni sul ruolo della musica nell’esistenza spirituale di una persona.

Nel 2001 Santana lavorò con Michael Jackson alla canzone “Whatever Happens”, dall’album Invincible.

Un anno dopo rilasciò Shaman, realizzato sulla falsariga di Supernatural e a cui parteciparono i P.O.D., Seal e molti altri artisti di successo. Pur se meno fortunato in vendite del disco precedente, contenne altri due singoli di successo: “The Game of Love”, realizzato con Michelle Branch ed arrivato al quinto posto di Billboard, dove rimase per molte settimane; e “Why Don’t You and I”, con Chad Kroeger dei Nickelback e (nel remix) di Alex Band dei The Calling, che nella stessa classifica giunse al numero 8. “The Game of Love” vinse un Grammy come Best Pop Collaboration with Vocals.

Nell’agosto del 2003, Santana arrivò 15esimo nella lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone[4]. Inoltre il suo debutto eponimo ed Abraxas entrarono nell’elenco dei 500 migliori album editato dalla stessa rivista, rispettivamente ai numeri 150 e 205.

Nel 2005 Herbie Hancock contattò Carlos, per collaborarvi e per aiutarlo a reclutare altri artisti, così da registrare un album simile a Supernatural. Così il 30 agosto uscì Possibilities, con Santana ed Angélique Kidjo a collaborare a “Safiatou”.

All That I Am, pubblicato nello stesso anno, seguì la stessa formula di Supernatural e Shaman, consistendo prevalentemente di canzoni realizzate con altri artisti; il primo singolo, “I’m Feeling You”, fu eseguito di nuovo con Michelle Branch e i The Wreckers. Ad un altro pezzo, “Trinity”, lavorarono Kirk Hammett dei Metallica e Robert Randolph del gruppo Robert Randolph & the Family Band. Significativa anche la partecipazione di Steven TylerAerosmith al pezzo “Just feel better”. Inoltre “Illegal” è stato eseguito con la cantante colombiana Shakira. degli

Tra l’aprile e il maggio del 2006 il chitarrista ha iniziato un tour in Europa, per cui ha aperto la band di suo figlio Salvador.

Shakira, Tina Turner e Chad Kroeger collaborano a ” Ultimate Santana ” la retrospettiva di Santana che ospiterà 3 nuovi brani.

Come sempre si ringrazia WIKIPEDIA per i testi.

1 dicembre 2009

Musica di tendenza – MARCUS MILLER

Marcus Miller

Marcus Miller è nato a Brooklyn, New York nel 1959. Durante la sua infanzia Marcus è stato circondato dalla musica e trascorreva molto tempo a giocherellare al pianoforte. Suo padre suonava il pianoforte e l’organo (soprattutto in chiesa). Tra i suoi familiari riveste un’importante figura il cugino Wynton Kelly, un pianista jazz che suonò con Miles Davis nei tardi anni 50. All’età di otto anni Marcus iniziò a suonare il flauto dolce e a 10 anni iniziò a studiare clarinetto presso la scuola pubblica che frequentava. Alle scuole medie fu la volta del sassofono. Marcus Miller frequentò poi la High School of Music and Art dove conseguì il diploma in clarinetto. Durante la sua adolescenza Marcus acquistava partiture musicali di canzoni popolari e si dilettava nell’eseguirle. Il padre gli insegnò come leggere le partiture di accordi per chitarra e come scrivere accompagnamenti. Nello stesso periodo Marcus iniziò a suonare il basso in qualche gruppo funk locale, apprendendo molto in fatto di funk e groove e a relazionarsi con le persone per mezzo della musica.

Successivamente frequentò il Queens College, a New York, studiando educazione musicale e business e continuando a studiare il clarinetto. Marcus prese parte anche all’orchestra jazz della scuola sotto la direzione di Bud Johnson. Durante gli anni di college aveva un’intensa attività concertistica come bassista a New York. Dopo quattro anni era così richiesto che decise di interrompere gli studi universitari per dedicarsi alla musica a tempo pieno.

Considerato uno dei maestri del funk per il suo stile personale di suonare il basso, Miller viene soprannominato con l’appellativo di “the superman of soul”. Numerose sono state le sue partecipazioni al fianco di famosi artisti come il trombettista Miles Davis, il cantante Luther Vandross e il sassofonista David Sanborn. Viene annoverato tra i maestri della tecnica slap che adopera in maniera eccellente ed è messa al servizio della melodia e del groove.

Oltre al basso elettrico, Miller suona il clarinetto (strumento in cui ha avuto una vera e propria formazione musicale), il clarinetto basso, le tastiere, il sassofono e la chitarra.

L’abilità di Marcus Miller come bassista è universalmente riconosciuta. Oltre ad aver contribuito come pochi altri allo sviluppo della tecnica dello “slapping”, in particolare nell’uso del pollice (tecnica “thumb”), anche la sua abilità nel basso fretless è servita da ispirazione per molti bassisti e ha inserito il basso fretless in situazioni e generi musicali in cui non era tipicamente utilizzato. L’influenza di alcuni tra i più grandi bassisti della generazione precedente, come Larry Graham, Stanley Clarke e Jaco Pastorius, sono ravvisabili nella tecnica di Marcus Miller.

Nel 2008 Marcus Miller ha formato il supergruppo S.M.V. assieme ai due grandi bassisti Victor Wooten e Stanley Clarke, da cui sono scaturiti il disco Thunder e un tour internazionale.

Oltre alla sua carriera in studio e sul palco Marcus Miller si è anche dato da fare nella composizione di colonne sonore di film interpretati da attori come Eddie Murphy, LL Cool J, Chris Rock, Matthew Perry, Samuel L. Jackson e altri.

Come sempre si ringrazia WIKIPEDIA per i testi.

28 settembre 2009

OMOFOBIA – Cosa si cela dietro questa parola del Terzo Millennio?

logo wikipedia itI contenuti sono tratti testualmente da WIKIPEDIA

Nessuna immagine di riferimento per non essere … omofobici.

..

L’ omofobia “può essere definita come una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo[1]. Con il termine “omofobia” quindi si indica generalmente un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti avversi all’omosessualità o alle persone omosessuali[2].

Il sessismo è comunemente considerato una forma di discriminazione tra gli esseri umani basata sul genere sessuale. Un atteggiamento sessista si può manifestare in alcune convinzioni, ad esempio:

  • la presunta superiorità o il presunto maggior valore di un genere rispetto all’altro.
  • la presunta superiorità o il presunto maggior valore di un sesso rispetto all’altro.
  • l’odio per le donne (misoginia) o per gli uomini (misandria).
  • l’attitudine ad inquadrare maschi e femmine in base agli stereotipi di genere ed ai relativi pregiudizi.
  • assegnare arbitrariamente qualità (positive o negative) in base al sesso.

Le diverse definizioni di omofobia proposte possono essere sintetizzate in tre principali prospettive: accezione pregiudiziale, accezione discriminatoria e accezione psicopatologica:[3]

  • l’accezione pregiudiziale considera come omofobia qualsiasi giudizio negativo nei confronti dell’omosessualità. In questa definizione vengono considerate manifestazioni di omofobia anche tutte le convinzioni personali e sociali contrarie all’omosessualità come ad esempio: la convinzione che l’omosessualità sia patologica, immorale, contronatura, socialmente pericolosa, invalidante; la non condivisione dei comportamenti delle persone omosessuali e delle rivendicazioni sociali e giuridiche delle persone omosessuali. Non rientra in questa accezione la conversione in agito violento o persecutorio nei confronti delle persone omosessuali[4].
  • l’accezione discriminatoria considera come omofobia tutti quei comportamenti riconducibili al sessismo che ledono i diritti e la dignità delle persone omosessuali sulla base del loro orientamento sessuale. Rientrano in questa definizione le discriminazioni sul posto di lavoro, nelle istituzioni, nella cultura, gli atti di violenza fisica e psicologica (percosse, insulti, maltrattamenti). Questa definizione – che comprende anche l’acting out[5]. del sentimento discriminatorio – può essere considerata più pertinente al costrutto di omofobia in senso ristretto
  • l’accezione psicopatologica considera l’omofobia come una fobia, cioè una irrazionale e persistente paura e repulsione nei confronti delle persone omosessuali che compromette il funzionamento psicologico della persona che ne presenta i sintomi. Tale valutazione diagnostica includerebbe quindi l’omofobia all’interno della categoria diagnostica dei disturbi d’ansia e rientrerebbe all’interno dell’etichetta di fobia specifica[6]. A differenza delle prime due accezioni, l’omofobia come fobia specifica non è frutto di un consapevole pregiudizio negativo nei confronti dell’omosessualità quanto piuttosto di una dinamica irrazionale legata ai vissuti personali del soggetto. Quest’ultima definizione, per quanto più attinente alla radice etimologica del termine, ad oggi non è sostenuta da una letteratura sufficiente da farla inserire nei principali manuali psicodiagnostici[7].

QUINDI SE TUTTO CIO’ CHE E’ STATO DETTO SIN ORA E’:

PREGIUDIZIO

Il termine pregiudizio (dal latinoprae“, prima e “iudicium“, giudizio) può assumere diversi significati, tutti in qualche modo collegati alla nozione di “giudizio prematuro” (cioè parziale e basato su argomenti insufficienti e su una loro non completa o indiretta conoscenza).

Nel linguaggio della psicologia sociale, quando si parla di pregiudizi ci si riferisce a un tipo particolare di atteggiamenti. Propriamente, sono atteggiamenti intergruppo, cioè posizioni di favore o sfavore che hanno per oggetto un gruppo, si formano nelle relazioni intergruppo e risultano largamente condivise. In psicologia sociale ci si è interessati soprattutto dei pregiudizi negativi; ma ne esistono anche di positivi e di neutrali. Il pregiudizio può essere analizzato da un punto di vista antropologico perché nasce dal comune modo di approcciarsi verso la realtà. Fa parte quindi del senso comune, che è quella forma di pensiero e di ragionamento che appartiene a una cultura e ne plasma la produzione culturale in modo inconsapevole. Si può dire anche che i pregiudizi sono culturali nel senso che variano da cultura a cultura. Ad esempio gli europei hanno determinati pregiudizi nei confronti delle qualità fisiche e psicologiche della razza nera. Molte tribù africane, all’opposto, pensano che gli europei siano portatori di stregoneria nella loro terra. Inoltre vi sono basi psicologiche perché è un pensiero che si basa sulle paure e le fobie del singolo individuo. Ad esempio, un pregiudizio può portare al razzismo, perché si ha paura dell’altro, dell’altra cultura, specie quando la si conosce poco. Dunque l’ignoranza in un determinato campo porta al pregiudizio.Un pregiudizio è generalmente basato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista o una particolare ideologia. Un tale pregiudizio può ad esempio condurre ad accettare o rifiutare la verità di una dichiarazione non in base alla forza degli argomenti a supporto della dichiarazione stessa, ma in base alla corrispondenza alle proprie idee preconcette. Senza quindi alcuna riflessione.

Ciò non significa che sia necessario, prima di affrontare qualsiasi questione, liberarsi da ogni pregiudizio (Raimon Panikkar ha dimostrato l’impossibilità di una tale operazione, cui Hannah Arendt aveva già accennato alla fine del libro Le origini del totalitarismo), ma solo che di ogni proprio pregiudizio vada assunta piena consapevolezza, al fine di relativizzarne il peso e di abbandonare ogni insostenibile pretesa di verità a priori.

QUINDI PER NON ESSERE PREGIUDIZIEVOLI MA RISPETTOSI GIURIDICAMENTE NEI CONFRONTI DEI LIMITI CONCESSI ALLA SESSUALITA’, DOBBIAMO ACCETTARE E DIFENDERE DALLA DISCRIMINAZIONE TUTTO QUEL CHE STA AL DI FUORI DELLA SESSUALITA’ A FINI DELLA CONSERVAZIONE DELLA SPECIE, OVVERO IL VIZIETTO:

UOMO/UOMO

DONNA/DONNA

DONNA/UOMO/DONNA

UOMO/DONNA/UOMO

con due, tre o più elementi, indistintamente impegnati.

NE CONSEGUE CHE LA MORALE COMUNE O LA CAMPAGNA ELETTORALE IMPONE UNA CANCELLAZIONE DEL TERMINE “DEVIANZA SESSUALE” NEL CASO DELL’OMOSESSUALITA’ ED UN ALLARGAMENTO DELLA DEMARCAZIONE DEL “POSSIBILE”.

A QUESTO PUNTO, PER PARI OPPORTUNITA’ E PER NON ESSERE TACCIATI DI OMOFOBIA, DOVREMMO SENTIRCI COSTRETTI A CANCELLARE IL TERMINE “DEVIANZA SESSUALE” ANCHE NEL CASO DELLA:

PEDOFILIA

La pedofilia è una forma di devianza sessuale che consiste nell’attrazione sessuale da parte di un soggetto sessualmente maturo nei confronti di soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale, ossia bambini o preadolescenti non ancora sviluppati fisicamente. Benché non ci sia un limite d’età ben preciso, perché esso varia da persona a persona e da cultura a cultura, nel mondo occidentale tale limite oscilla generalmente tra i 12 e 15 anni.

E’ solo questione di attendere un po e la normalità si estenderà ancora …

perchè è solo una questione di voti.

Il Terzo Millennio è appena iniziato e … chi ben inizia – meglio finisce!

Peccato che la fame nel mondo, l’impoverimento e la desertificazione del Pianeta non rientrino nelle DEVIANZE SESSUALI.

Tema: Personalizzato Rubric. Blog su WordPress.com.