
21 settembre 2009
Il permesso di soggiorno per famiglia rilasciato agli stranieri inespellibili, perché conviventi con parenti italiani, può essere convertito in altro titolo.
Il Ministero dell’interno fornisce una innovativa interpretazione del testo unico immigrazione per consentire agli stranieri parenti di italiani di convertire il permesso di soggiorno in lavoro, attesa occupazione o residenza elettiva.
Il Dipartimento di PS del Ministero dell’interno, dopo aver emanato a fine agosto disposizioni alle questure per consentire agli stranieri inespellibili, in quanto parenti di terzo e quarto grado dei cittadini italiani e già titolari di permesso di soggiorno per famiglia, di rinnovare il titolo nonostante la legge sulla sicurezza pubblica abbia ora ristretto la tutela ai soli parenti entro il secondo grado, è intervenuto nuovamente sull’argomento con una risposta ad un quesito della Questura di Biella altrettanto importante ed innovativa.
Il Viminale, invertendo l’orientamento finora adottato, ha precisato che il permesso di soggiorno per famiglia, rilasciato ai sensi dell’art. 19 del testo unico immigrazione ai parenti conviventi con il cittadino italiano, e per questo inespellibili, differisce dal permesso di soggiorno per famiglia rilasciato in via ordinaria ai sensi dell’art. 30 del testo unico solo in base ai presupposti originatori.
Per questo motivo, sussistendone i presupposti di legge, potrà essere convertito in permesso per motivi di lavoro, autonomo o subordinato, per attesa occupazione o per residenza elettiva.