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3 novembre 2011

SERVIZIO PUBBLICO – On Line il nuovo programma di Michele Santoro

Archiviato in: Spettacoli — Achab @ 22:45
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19 novembre 2009

ACQUA: ADICONSUM, NUOVE NORME ESPONGONO CITTADINI A SPECULAZIONI

adiconsum

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(ASCA) – Roma, 18 nov – ”Se le tariffe dell’acqua in Italia sono le piu’ basse in Europa e’ grazie al ‘pubblico’. Il privato non e’ garanzia di investimento, e’ invece certo che ci saranno tariffe piu’ elevate”. Lo afferma Paolo Landi, Adiconsum, intervenendo sul dibattito relativo alla privatizzazione dell’acqua in Italia.

”Nel settore dell’acqua – spiega – convivono realta’ pubbliche gestite in modo esemplare ed altre gestite in modo disastroso e realta’ private gestite con efficienza ed altre gestite in termini speculativi.

E’ evidente che in un servizio pubblico come l’acqua, che essendo una rete non ha concorrenti, i profitti sono facili: basta aumentare le tariffe e non fare investimenti. Questo e’ quello che e’ avvenuto in diverse realta’ quando la gestione e’ passata dal pubblico al privato”.

”La normativa in approvazione alla Camera – avverte Landi – non garantisce i consumatori da comportamenti speculativi.

Anzi, al contrario. Il testo di legge impone anche laddove oggi c’e’ una gestione pubblica efficiente l’apertura al privato. Quest’ultimo non entra per fare gli investimenti, ma solo se ha certezza di ritorno di elevati utili o tramite le tariffe o tramite i lavori di appalto.

E’ indispensabile quindi il bando di gara non solo nei confronti delle imprese che intendono gestire il servizio, ma anche delle imprese che intendono effettuare i lavori”.

Secondo l’Adiconsum, dunque, ”E’ si’ indispensabile una riforma, ma nessun privilegio deve essere previsto per il privato. Se un’impresa pubblica e’ gestita in modo efficiente non c’e’ alcun bisogno di privatizzarla”.

10 settembre 2009

RAI: niente soldi nè spot per ANNO ZERO

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Pare che ormai il programma di Santoro sia alla frutta, la trasmissione Anno Zero è stata colpita nuovamente dal ciclone mediatico-politico tanto da mettere a repentaglio il su stesso futuro.

“A due settimane dalle partenza di AnnoZero nessuno dei contratti dei collaboratori del programma è stato ancora firmato, compreso quello di Marco Travaglio”. Lo ha sostenuto ieri il conduttore Michele Santoro in una lettera indirizzata al direttore generale della Rai, Mauro Masi, e al direttore di Raidue Massimo Liofredi.

Il giornalista ha sottolineato anche che non sono stati messi in onda gli spot che annunciano la ripresa di Anno Zero, prevista per il 24 settembre prossimo. Santoro, in chiusura della missiva, ha comunicato alla dirigenza che “non intende rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono”, ricordando che la sua trasmissione è stata imposta da una sentenza e non decisa autonomamente dalla Rai..

Santoro ha scritto ha aggiunto: “Allo stesso modo, con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste”

Per il conduttore “una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, nè era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sottoforma di impedimenti burocratici; perchè questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’azienda e le sue finalità produttive”.

“Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni e nonostante l’atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto – ha sottolineato Santoro – la situazione non è sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta di pezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i più appetibili per la pubblicità in un momento assai difficile per il mercato”.

Il giornalista ha ricordato di aver ricevuto “quasi come un ordine” la decisione di introdurre in AnnoZero un terzo break pubblicitario. E questo a conferma dei risultati in termini di ascolti per un programma che si finanzia sostanzialmente con le entrate degli spot.

“Un’eventuale soppressione del programma – ha detto Santoro – aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro”.

Santoro ha insistito: “Dal momento che giornali e agenzie vicini al presidente del Consiglio continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano e che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al presidente della Rai e ai consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello. Perciò pende un procedimento presso la Corte dei conti che vorrebbe attribuire a responsabilità individuali che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite”.

Oltre ai ‘problemi’ denunciati da Santoro, sembra che la Rai voglia ‘lottizzare’ anche gli opinionisti del programma, affiancando a Travaglio, considerato ‘non governativo’, un altro giornalista ‘filo governativo’. Se fosse confermato sarebbe legittimo, per tutte le forze politiche ed in qualunque trasmissione, chiedere una rappresentanza, trasformando una tv già occupata dai partiti in bollettini di partito.

Rai, di tutto, di più

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INFORMARE PER RESISTERE: MAMMA RAI “SCARICA” LA SQUADRA DI REPORT

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La notizia è sconcertante: mamma Rai non garantisce più ai giornalisti di Report la copertura legale. Che storia è questa?! Roba da paralizzare anche i professionisti più coraggiosi! Significa che gli inviati di Milena Gabanelli, da sempre attivi nel denunciare le illegalità e i soprusi che ci circondano, dovranno provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi inchiestisti, vanno continuamente incontro.

Cosa significa? … che il giorno dopo una larga fascia di magistrati, nel loro posapianismo, non saranno più imbarazzati dalle inchieste di Report?
Sabrina Giannini, Sigfrido Ranucci, Stefania Rimini e gli altri giornalisti di Report dedicano i 3/4 della propria esistenza a ricerche scrupolose: viaggiano in lungo e in largo per arrivare alla verità e rivelarla al pubblico a casa.

Scoprono traffici loschi e furti che spesso avvengono sotto i nostri occhi. Smascherano impostori, sfruttatori e tutto questo per offrire un servizio alla gente. Fare del bene, si potrebbe dire, ma non facciamo retorica inutile: non si può ignorare che la squadra di Report svolge un compito importante, che dovrebbe essere tra le mission del servizio pubblico.

La Rai, invece, se ne lava le mani, rivelando un atteggiamento assai pericoloso. La terza rete non ha ancora un direttore; l’inizio di AnnoZero viene rimandato di settimana in settimana perchè i contratti per la redazione del programma non sono pronti; il Tg1 di Minzolini viene continuamente accusato di strizzare l’occhio alla maggioranza, nascondendo gli scandali che hanno travolto il Premier.

E’ questo il servizio pubblico che ci meritiamo? Non voglio crederlo. Soprattutto, mi rifiuto di pensare che la tv di Stato sia per le forze politiche – tutte – solo un esercizio di potere. Per i nostri rappresentanti non conta offrire prodotti di qualità, che rendano effettivamente un servizio al pubblico, ma, ancora una volta, accaparrarsi il maggior numero di poltrone.

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Che brutta televisione!

http://televacation.blogspot.com/2009/09/mamma-rai-scarica-la-squadra-di-report.html

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