«La decisione di bloccare la pesca sul litorale molisano sarà letale per le aziende della ristorazione, gli alberghi e gli operatori del settore».
La Confesercenti Molise all’indomani dell’avvio dello «stop» alla pesca che quest’anno sarà più lungo del previsto, è fortemente preoccupata per gli operatori dell’indotto come i ristoratori e commercianti ittici i quali resteranno nei mesi «cloù» dell’estate a braccia conserte. A prendere le loro difese è il direttore regionale dell’associazione di categoria, Graziano D’Agostino che, senza mezzi termini, chiede alla Regione Molise sostegno nelle sedi istituzionali alle istanze della flottiglia peschereccia, il cui sostentamento deriva dalla pesca e dall’acquacoltura. (continua)
Termoli, 10 Giugno 2010 – Si è svolta ieri presso l’Hotel Garim di Termoli, la riunione conclusiva per la messa a punto di una strategia di mercato finalizzata ad una nuova promozione turistica per la nostra città, un percorso questo, già avviato nei mesi precedenti, tra rappresentanti delle strutture alberghiere e l’amministrazione comunale.
All’evento hanno partecipato l’Assessore Regionale alle Attività Produttive, Energia,
La condotta Slow Food Val Vibrata e Giulianova ancora una volta onora l’avvocato Libero Masi e la moglie Emanuela Chelli, tragicamente scomparsi cinque anni fa.
1° Memorial intitolato alla coppia, svoltosi il 1° giugno al ristorante Cristallo di Giulianova.
Si trattò di un omicidio efferato, quello compiuto la notte tra il 1° e il 2 giugno a Nereto, nella villa dove i due coniugi vivevano.
6 MILIARDI DI EURO PERSI OGNI ANNO PERCHE’ NON PAGANO LE IMPOSTE COME TUTTI NOI!!!
La Chiesa cattolica in Italia ha una certa importanza, e non soltanto dal punto di vista morale o dell’ossequio puntualmente ricevuto da ogni potere politico: la Chiesa ha una grande forza economica, dovuta a due fattori primari.
Il primo è la proprietà immobiliare, acquisita nei secoli e mai mollata a nessuno, e consolidata negli anni della grande speculazione edilizia;
Il secondo è la disponibilità di lavoro a costo praticamente zero, grazie al personale degli ordini religiosi.
Senza contare il terzo fattore: la facilità con cui le istituzioni cattoliche aprono attività e ottengono appalti, specie nel campo dei servizi sociali e sanitari.
È chiaro che qualunque attore economico sia in grado di mettere insieme questi tre fattori di vantaggio competitivo si trova in una posizione di forza quasi insuperabile per qualunque concorrente.
Inoltre, potendo contare su questa riserva di competitività impropria, si accumulano ulteriori capitali da investire in altre attività, e non c’è allora da stupirsi se una gran parte dell’economia italiana, a cominciare dalla finanza, è di chiara “ispirazione cattolica”.
Fin qui, ci si trova nel quadro di una posizione dominante di mercato, che sarebbe difficilmente giustificabile per chiunque non abbia molti santi in Paradiso, ma a certe cose siamo abituati.
Un po’ meno decente è che a tutti questi vantaggi, che nessuno al mondo può osar mettere in discussione, si sommano altri favori decisamente stravaganti in ogni ottica che non sia quella della compiacenza a tutti i costi nei confronti delle autorità ecclesiastiche. Un esempio particolarmente macroscopico è quello dell’Ici, dal cui pagamento gli istituti religiosi erano stati esentati con il precedente governo di centrodestra.
Per dare un’idea di quello di cui si sta parlando, il mancato gettito provocato da questa esenzione si aggira sui 400 milioni di euro: in pratica, beneficenza diretta dei cittadini italiani alla Chiesa, altro che 8 per mille.
Su questa singolare dispensa si sono concentrate le attenzioni del commissario Antitrust dell’Unione europea, Neelie Kroes, che aveva aperto un dossier per capire meglio per quali ragioni un soggetto economico disponesse di simili favori.
In altre parole, se un luogo nel quale si eroga un servizio a pagamento, per le casse pubbliche o quelle private, come una scuola, un ospedale o un centro commerciale, non deve pagare alcune tasse se è di proprietà del soggetto X e invece deve farlo se è del soggetto Y, allora è giustificabile che il signor Y si senta indebitamente svantaggiato. Sembrava che la cuccagna fosse finita con il governo di centrosinistra, che aveva promesso di eliminare questa assurdità; solo che gli interessi dei vescovi (che, ovviamene, avevano fatto sapere che non ci tenevano per nulla a simili vantaggi materiali) sono stati immediatamente salvaguardati, con una clausola che stabiliva che l’Ici andasse pagata solo se si svolgevano attività di carattere “esclusivamente economico”.
Insomma, basta metterci una cappelletta, un’edicola, una madonnina di gesso, e ci si ritrova di nuovo in paradiso (fiscale). Adesso la Kroes è tornata alla carica, con una nuova richiesta di informazioni, primo passo per avviare una possibile procedura di infrazione.
Ci si può aspettare che la questione si risolva facilmente, con un pronto adeguamento della situazione fiscale e qualche regaluccio per compensare le povere e bisognose opere pie, magari sui 400 milioni pure lui.
Certamente sarà difficile che si cominci sul serio a trattare queste realtà come meritano, con ispezioni sulle condizioni di lavoro dei “volontari”, un buon regime di accertamento fiscale e un serio censimento del santo patrimonio immobiliare, che magari arrivi anche a capire quante delle moltissime case sfitte appartengono a chi ci fa sempre la morale.
Oggi, mercoledì 26 agosto 2009, se qualche termolese che vive altrove e mancasse dalla sua città da prima che il notaio/sindaco/urbanista giungesse ad amministrare questa meravigliosa città, crederebbe di essere … chissà dove.
Inaudito!!!!! Sacchi di rifiuti alle 9 e mezza lungo Corso Nazionale.
Sono i rifiuti dei ristoranti che dopo la chiusura serale, dovrebbero essere ritirati dalla ditta profumatamente pagata dai termolesi e tanto condivisa sia dal sindaco che dalla Lattanzi.
Sono sacchi di rifiuti che “porta a porta” dovevano essere ritirati alle 6 del mattino.
VENITE GENTE – VENITE GENTE -VENITE GENTE
TERMOLI VI ATTENDE
Termoli, nota località balneare del Molise, famosa per l’accoglienza, mare e spiagge pulite, il “brodetto di pesce”, la pulizia delle strade e anche sede di una Facoltà di Economia del Turismo
TERMOLI. Non una parola, non un ticchettio delle scarpe, non un pianto di un bambino e quasi nemmeno una foglia che si muova. Così si presenta da diverse settimane corso Nazionale, la via principale del centro termolese ricca di boutique, ristoranti, caffetterie ed attività commerciali varie. In seguito all’ordinanza di Greco di pedonalizzazione del corso, infatti, questo appare svuotato e privo di vita. Ne sanno qualcosa gli esercenti che raccontano di aver notato un calo nelle vendite, già di per sé un flop quest’anno.
La stagione estiva sta quasi per entrare nel mese clou, ma il bilancio attuale non lascia scampo alla negatività registrata nelle vendite. Il corso principale, abbastanza trafficato di mattina, è vuoto. Le persone che vi transitano, infatti, si riescono a contare sulle dita di una mano e gli esercenti continuano a lamentarsi della chiusura del corso. “Non si vende nulla- ha raccontato la commessa di un negozio di calzature- la crisi incombe, ma da quando hanno chiuso il corso al traffico automobilistico è peggiorato tutto. Sarà una coincidenza? Forse la gente ora ha la ferie e va al mare? Non lo so, ma gli scontrini a fine giornata languono!”.
…
QUALE RISPOSTA DARE A TUTTI COLORO CHE SI SENTONO DANNEGGIATI DA QUESTA AMMINISTRAZIONE???
…
IL CINQUANTA PER CENTO DELLA POPOLAZIONE LO HA VOTATO …… (con o senza voto incrociato)
…
IN DEBITA PROPORZIONE LA META’ DI CHI SI SENTE DANNEGGIATO DEVE PIANGERE SE STESSO
…
LA TOTALITA’ DI CHI SI SENTE DANNEGGIATO E’ UN BRANCO DI PECORE CHE SA SOLO PIANGERSI ADDOSSO E NON “SALE” DI LIVELLO ISTITUZIONALE NELLA SUA LAMENTELA
…
UNA BUONA PERCENTUALE DI CHI SI SENTE DANNEGGIATO SAREBBE PRONTO A VOTARLO DI NUOVO
…
…
ONORE AI “FORESTALI” CHE FORSE NON LA SPUNTERANNO MAI
MA CHE HANNO L’INTRAPRENDENZA E LA DETERMINAZIONE
DI PIANTONARE LA REGIONE MOLISE
Commenti disabilitati
L’informazione libera è tale perché può avere idee forti senza doversi preoccupare di perdere investimenti pubblicitari o, peggio ancora, di dover rendere conto a un editore. Siamo un'iniziativa NO PROFIT in grado di creare informazione senza scendere a compromessi e con la partecipazione di chiunque voglia rendere partecipi del proprio punto di vista.