… il nuovo socio dello Zuccherificio, con una quota del 37,7%, è una società per azioni con sede a Roma, che ha a sua volta come unico proprietario una società con sede nella capitale della Repubblica di Cipro (quella greca per intenderci), Nicosia.
Zuccherificio di … Isernia
Una società in cui dai registri tenuti presso il sistema delle camere di commercio italiane l’attuale patron dello Zuccherificio, Remo Perna, formalmente non risulta.
Perna sì Perna no. Evidentemente, ne deduciamo noi, Remo Perna deve essere socio, direttamente o indirettamente, della società cipriota, altrimenti il cerchio non si chiude. Abbiamo anche voluto spiegare per correttezza che tale attività è permessa e consentita dall’attuale sistema normativo tributario e legislativo italiano. Qualche ulteriore nota di riflessione però va spesa, al di là della fornitura di notizie utili per la comprensione di fenomeni abbastanza complicati. Noi non crediamo che Perna, come è stato scritto, sia un imprenditore reduce solo da insuccessi e fallimenti né ci appassiona il dibattito.
Remo Perna benché, come ha dichiarato ai microfoni del bravo collega Federico Mandato, sostenga che la moda in Italia è finita, é tutt’ora socio e promotore di una società di moda la Fashion network, resta una figura importante dell’imprenditoria molisana, con le sue luci e le sue ombre. Quello che, al di là dell’utilizzo di tecniche sofisticate di pianificazione fiscale e patrimoniale, ci fa riflettere è la sua natura di imprenditore, che è quella essenzialmente di un uomo della finanza non certo della produzione.
D’altronde quando ha avviato percorsi produttivi il suo score (Pantrem, Gtr, la stessa Ittierre da lui cofondata) non è certamente esaltante. Quando invece stabilisce contatti e connessioni tra mondi diversi (vedi Mauritania), crea business e iniziative, quando insomma si occupa di economia smaterializzata e virtuale dà probabilmente il meglio di sé. La domanda è quindi più sottile: lo Zuccherificio, con il suo completo stallo produttivo (e dedicheremo il prossimo numero all’analisi del suo sconfortante bilancio) ha bisogno di un finanziere internazionale, benché di radici molisane, o di altro?
E la Regione Molise, prima di non esercitare il diritto di prelazione sulla quota dei Tesi, perché non ha quantomeno messo in concorso diverse idee, diverse suggestioni, chiamando anche lo stesso Perna a meglio delineare il suo progetto di rilancio produttivo dell’impianto (che non può certo essere l’idea di un impianto di produzione energetica, visto il surplus che il Molise ha in questo settore e le ricadute ambientali che questa attività comporta)? Anche in questo caso non vogliamo dare la croce al Presidente della Regione Iorio, che tra l’altro è di estrazione e formazione un medico e non certo un uomo di finanza o un’economista. Iorio cerca di affrontare alla meglio le emergenze come drammaticamente si pongono e lo Zuccherificio (come la Solagrital, altra grande irrisolta molisana) è una delle più importanti. A nostro avviso quello che manca nella squadra del Governatore è una valida struttura di pianificazione industriale ed economica, una struttura che avrebbe potuto e dovuto consigliare il Presidente di evitare che una società che rileva un asset pubblico italiano fosse riconducibile ad un paradiso fiscale e/o avrebbe consigliato lo stesso Remo Perna a creare un veicolo societario diverso per mettere insieme l’operazione. Una valida struttura di supporto al Governatore avrebbe potuto e dovuto suggerire un confronto concreto, pur nella difesa delle proprie posizioni, e non l’arroccamento con il Consigliere Massimo Romano che ha diligentemente studiato l’intera matassa e ha posto dei quesiti, come ogni opposizione al mondo dovrebbe fare e che solo da noi sembra una cosa lunare (anche perché spesso da noi opposizione fa rima con demagogia e propaganda a buon mercato).
Che qualcosa d’altronde non vada nella gestione delle politiche economiche e di intervento pubblico molisane lo deve aver capito lo stesso Presidente Iorio nel momento in cui ha cercato nel supporto di Lucio Francario (un accademico e un manager certamente non ascrivibile al campo del centro destra) un aiuto per sbrogliare una matassa che i suoi più stretti consiglieri economici evidentemente non sono stati sinora in grado di sbrogliare.
