La libertà di informazione sancita dall’art. 21 della Costituzione vacilla da anni a causa di un duopolio televisivo nazionale che per lunghi tratti ha assunto più le sembianze di un vero e proprio monopolio in cui si sono confusi interessi pubblici e privati con sommo gaudio per chi ha intrecciato politica, informazione e affari.
La RAI è diventata terra di conquista con lottizzazioni che ne hanno condizionato l’imparzialità, l’obiettività e la qualità del servizio.
Ci sono forze politiche che hanno voluto tenere frenate le potenzialità della RAI per non far disturbare i disegni e gli affari della concorrenza privata, costringendo il sistema pubblico a combattere un incontro di pugilato su un ring con le mani legate dietro la schiena. (continua…)
21 gennaio 2012
L’ASSOCIAZIONE ECO.DEM. – MOLISE ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE IN DIFESA DEL SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO: “RIPRENDIAMOCI LA RAI”
19 ottobre 2010
IL PROGRAMMA DI SAVIANO E FAZIO RISCHIA DI NON ANDARE IN ONDA: La Rai “non facilita” la realizzazione
Roberto Saviano, nel programma suo e di Fazio cosa c’è che fa così paura alla Rai?
“C’è semplicemente la voglia di parlar chiaro sull’Italia di oggi. Non di parlar male del Paese, precisiamo: ma di dire le cose come stanno. Spiegando quel che non funziona, naturalmente, ma anche le tante realtà positive che ci fanno capire ogni giorno come valga la pena restare in Italia, appassionarsi al suo futuro, e lottare perché questo futuro sia migliore del presente”.
1 ottobre 2010
Anita Garibaldi – Una miniserie televisiva per i 150 anni dell’Unità d’Italia prodotta dalla moglie di Italo Bocchino: CdA RAI la blocca
Il CdA Rai ha richiesto un supplemento d’indagine sulla situazione societaria della casa di produzione Goodtime, di proprietà di Gabriella Buontempo – moglie del capogruppo alla Camera di FLI, Italo Bocchino -, prima di dare il via libera alla realizzazione di Anita, miniserie dedicata alla moglie di Garibaldi che dovrebbe far parte dei progetti Rai per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.
10 giugno 2010
SANTORO: Annozero non chiude
Santoro dà l’annuncio al termine di una lunga giornata iniziata con una conferenza stampa movimentata.
Annozero tornerà a settembre. Lo annuncia Michele Santoro alla fine di una giornata piena di suspense.
In mattinata la domanda al presidente Rai Paolo Garimberti.
Diretta: “Devo andare in onda o no?”.
Poi la risposta di Garimberti: “Mi approprio del tuo slogan: adesso Annozero può cominciare”.
23 aprile 2010
Molise, nuova diffida alla rassegna stampa
23 novembre 2009
Illuminante ed equilibrata osservazione su “Processo Breve” del PM Spataro
Il Ddl sulla riforma della giustizia? Per Spataro è inutile e sembra ispirato da «logica aziendale» in alcuni suoi punti. Apriti cielo. La destra protesta, la sinistra e Di Pietro attaccano, perché Spataro e Ingroia, già critico anche lui, non vanno toccati: loro possono esprimere un’opinione, ma nessuno deve permettersi di ribattere. A questo punto è arrivata, oggi, la discussione sul problema giustizia. Per Maurizio Gasparri «Spataro, dopo le performance di Ingroia, rende ancora più intensa la campagna televisiva a base di menzogne della sinistra giudiziaria». Intanto da Doha interviene anche il premier: «Non voglio parlare di queste cose, ci sarà il momento più opportuno per spiegare agli italiani qual è la situazione in cui siamo», risponde a chi gli chiede del dossier relativo alla riforma della giustizia ed al processo breve.
ECCO LE RISPOSTE DEI POLITICI
Alfano- Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha spiegato che l’unica cosa che condivide di quanto detto ieri dal procuratore aggiunto Armando Spataro, nella trasmissione televisiva In mezz’ora, è che, nella riforma della giustizia, sia contenuta una «logica aziendale». «È l’unica cosa che condivido – ha spiegato Alfano a un convegno all’università Bocconi di Milano -. Quando il pm Spataro accusa il governo di essere animato ed assistito da logiche aziendali, io lo rivendico con orgoglio». «Il senso quasi negativo, di disprezzo – ha proseguito – con cui è stata usata la parola aziendale rende ragione di come certuni vivano l’efficienza del sistema giustizia». Secondo Alfano, «la giustizia italiana dovrebbe andare bene come un’azienda che funziona perché dovrebbe dare un utile e cioè rendere giustizia rapidamente ai cittadini». «Evidentemente – ha concluso – nessuno tra quelli che, con un’ostilità preconcetta, ci attacca, si rende conto che, se la giustizia italiana fosse valutata secondo canoni aziendali, sarebbe sull’orlo del fallimento».
Capezzone - «Quello che è accaduto ieri sulle reti del servizio pubblico radiotelevisivo sarebbe letteralmente inimmaginabile in qualunque altro Paese dell’Occidente avanzato», ha detto oggi Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, a proposito dell’intervento del giudice Spataro alla trasmissione «In 1/2 ora». «L’idea che un magistrato si permetta di stabilire cosa Governo, Parlamento, maggioranza e opposizione possano, non possano, debbano o non debbano fare, è semplicemente lunare. E l’aspetto più inquietante – conclude – è che la sinistra, accecata dall’odio antiberlusconiano, non sembrai neppure capace di porsi il problema».
Di Pietro- «Accusare e criminalizzare persone come Spataro e Ingroia è un delitto di Stato, perchè vuol dire non conoscere la storia personale di queste persone. Quando la gente andava in giro con i calzoni corti, Spataro combatteva il terrorismo, Ingroia combatteva la mafia». Così dice il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro, durante la presentazione delle linee programmatiche dell’Italia dei valori per le elezioni regionali del Lazio 2010. «Criminalizzare loro soltanto perchè dicono: guardate che con queste leggi che state facendo ci togliete ogni possibilità di combattere la criminalità vuole dire essere favoreggiatori di criminali», ha aggiunto Di Pietro. «Perchè soltanto dei criminali possono combattere la criminalità togliendo le armi a coloro che la combattono -ha concluso il presidente dell’Idv- È come togliere il bisturi a un chirurgo. Non so se a un certo punto chi attacca Spataro sono solo i delinquenti o anche i cretini».
Disciplinare la Rai- Dopo l’intervista al procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, il senatore del gruppo Pdl, Alessio Butti, capogruppo nella Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, ritiene ancora «più forte l’esigenza di disciplinare le trasmissioni senza contraddittorio». «È inconcepibile, infatti, ascoltare in un programma che fa servizio pubblico, mezz’ora di monologo – osserva Spataro -infarcito di accuse sferzanti e false senza nessuna possibilità di replica. Perciò chiederò personalmente al presidente Zavoli di affrontare quanto prima nella Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai questo argomento, che ormai è improcrastinabile».
LASCIAMO LIBERI I LETTORI DI INTERPRETARE “BOTTA E RISPOSTA”
http://www.libero-news.it/webeditorials/view/367210 settembre 2009
RAI: niente soldi nè spot per ANNO ZERO
Pare che ormai il programma di Santoro sia alla frutta, la trasmissione Anno Zero è stata colpita nuovamente dal ciclone mediatico-politico tanto da mettere a repentaglio il su stesso futuro.
“A due settimane dalle partenza di AnnoZero nessuno dei contratti dei collaboratori del programma è stato ancora firmato, compreso quello di Marco Travaglio”. Lo ha sostenuto ieri il conduttore Michele Santoro in una lettera indirizzata al direttore generale della Rai, Mauro Masi, e al direttore di Raidue Massimo Liofredi.
Il giornalista ha sottolineato anche che non sono stati messi in onda gli spot che annunciano la ripresa di Anno Zero, prevista per il 24 settembre prossimo. Santoro, in chiusura della missiva, ha comunicato alla dirigenza che “non intende rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono”, ricordando che la sua trasmissione è stata imposta da una sentenza e non decisa autonomamente dalla Rai..
Santoro ha scritto ha aggiunto: “Allo stesso modo, con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste”
Per il conduttore “una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, nè era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sottoforma di impedimenti burocratici; perchè questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’azienda e le sue finalità produttive”.
“Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni e nonostante l’atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto – ha sottolineato Santoro – la situazione non è sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta di pezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i più appetibili per la pubblicità in un momento assai difficile per il mercato”.
Il giornalista ha ricordato di aver ricevuto “quasi come un ordine” la decisione di introdurre in AnnoZero un terzo break pubblicitario. E questo a conferma dei risultati in termini di ascolti per un programma che si finanzia sostanzialmente con le entrate degli spot.
“Un’eventuale soppressione del programma – ha detto Santoro – aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro”.
Santoro ha insistito: “Dal momento che giornali e agenzie vicini al presidente del Consiglio continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano e che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al presidente della Rai e ai consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello. Perciò pende un procedimento presso la Corte dei conti che vorrebbe attribuire a responsabilità individuali che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite”.
Oltre ai ‘problemi’ denunciati da Santoro, sembra che la Rai voglia ‘lottizzare’ anche gli opinionisti del programma, affiancando a Travaglio, considerato ‘non governativo’, un altro giornalista ‘filo governativo’. Se fosse confermato sarebbe legittimo, per tutte le forze politiche ed in qualunque trasmissione, chiedere una rappresentanza, trasformando una tv già occupata dai partiti in bollettini di partito.
Rai, di tutto, di più
INFORMARE PER RESISTERE: MAMMA RAI “SCARICA” LA SQUADRA DI REPORT
La notizia è sconcertante: mamma Rai non garantisce più ai giornalisti di Report la copertura legale. Che storia è questa?! Roba da paralizzare anche i professionisti più coraggiosi! Significa che gli inviati di Milena Gabanelli, da sempre attivi nel denunciare le illegalità e i soprusi che ci circondano, dovranno provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi inchiestisti, vanno continuamente incontro.
Cosa significa? … che il giorno dopo una larga fascia di magistrati, nel loro posapianismo, non saranno più imbarazzati dalle inchieste di Report?
Sabrina Giannini, Sigfrido Ranucci, Stefania Rimini e gli altri giornalisti di Report dedicano i 3/4 della propria esistenza a ricerche scrupolose: viaggiano in lungo e in largo per arrivare alla verità e rivelarla al pubblico a casa.
Scoprono traffici loschi e furti che spesso avvengono sotto i nostri occhi. Smascherano impostori, sfruttatori e tutto questo per offrire un servizio alla gente. Fare del bene, si potrebbe dire, ma non facciamo retorica inutile: non si può ignorare che la squadra di Report svolge un compito importante, che dovrebbe essere tra le mission del servizio pubblico.
La Rai, invece, se ne lava le mani, rivelando un atteggiamento assai pericoloso. La terza rete non ha ancora un direttore; l’inizio di AnnoZero viene rimandato di settimana in settimana perchè i contratti per la redazione del programma non sono pronti; il Tg1 di Minzolini viene continuamente accusato di strizzare l’occhio alla maggioranza, nascondendo gli scandali che hanno travolto il Premier.
E’ questo il servizio pubblico che ci meritiamo? Non voglio crederlo. Soprattutto, mi rifiuto di pensare che la tv di Stato sia per le forze politiche – tutte – solo un esercizio di potere. Per i nostri rappresentanti non conta offrire prodotti di qualità, che rendano effettivamente un servizio al pubblico, ma, ancora una volta, accaparrarsi il maggior numero di poltrone.
Che brutta televisione!
http://televacation.blogspot.com/2009/09/mamma-rai-scarica-la-squadra-di-report.html























