L’incubo è finito. Il canile abusivo di Poggio Sannita, in provincia di Isernia, verrà definitivamente smantellato. A stabilirlo è stato un blitz dei carabinieri dei NAS, congiuntamente ai veterinari dell’ASREM su ordine della Procura di Isernia. Una vittoria, questa, dalle tinte brianzole. Tanta, infatti, la soddisfazione del Comitato Nazionale UGDA, volontariato legale a sostegno dei diritti degli animali, nato in Brianza e con sede legale a Roma. (continua…)
30 novembre 2012
Chiuso il canile Poggio Sannita – Una vittoria made in Brianza
Tags: Bacheca Termolese, canile abusivo, Poggio Sannita, ugda
27 gennaio 2011
Malgrado la tardiva chiusura del canile lager di Poggio Sannita giunge il “compiacimento” del Sottosegretario alla Salute, la leghista Francesca Martini alla veterinaria molisana
Tags: Bacheca Termolese, canile lager, On.le Francesca Martini, Poggio Sannita, Regione Molise
Che figura da … CANI
Occorreva la bionda leghista delle valli venete per chiudere “lo schifo” di Poggio Sannita (Isernia).
Dopo l’ispezione della Task Force del Ministero della Salute con il sequestro del canile lager di Poggio Sannita, il Sottosegretario alla Salute On.le Francesca Martini, auspica che “dopo tanti anni di inerzia” questo intervento segni “il punto di partenza per il riscatto della Regione Molise” e parta “un nuovo percorso virtuoso nell’ambito della veterinaria pubblica molisana”. (continua…)
21 novembre 2009
Parigi : l’acqua ritorna pubblica
Tags: Termoli, basso molise, ambiente, Molise, Regione Molise, Bacheca di vita termolese, Antonio Di Pietro, Ulisse Di Giacomo, Campomarino, Petacciato, San Martino in Pensilis, Turismo, Ururi, Campobasso, Montagano, Venafro, Frosolone, Michele Iorio, Ministero, Mare Adriatico, Portocannone, Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni, Guardiaregia, Michele, Vasto, Di Pietro, provincia di Campobasso, Molise Acque, Stefano Sabatini, Acqua, inquinamento, Prestigiacomo, Montenero, Montenero di Bisaccia, San Salvo, Luca Sancilio, Antonio di Brino, Mistero dell’Ambiente, Larino, Ambiente Urbano, Pozzilli, Telemolise, Acquaviva Collecroce, Baranello, Bojano, Bonefro, Busso, Campitello Matese, Campochiaro, Campodipietra, Campolieto, Casacalenda, Casalciprano, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Castelmauro, Civitacampomarano, Colle d'Anchise, Colletorto, Duronia, Ferrazzano, Fossalto, Gambatesa, Gildone, Guardialfiera, Jelsi, Lido di Campomarino, Limosano, Lucito, Lupara, Macchia Valfortore, Mafalda, Marina di Montenero, Matrice, Mirabello Sannitico, Monacilioni, Montecilfone, Montefalcone nel Sannio, Montelongo, Montemitro, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Oratino, Palata, Petacciato Marina, Petrella Tifernina, Pietracatella, Pietracupa, Provvidenti, Riccia, Ripabottoni, Ripalimosani, Roccavivara, Rotello, Salcito, San Biase, San Felice del Molise, San Giovanni in Galdo, San Giuliano del Sannio, San Giuliano di Puglia, San Massimo, San Polo Matese, Sant'Angelo Limosano, Sant'Elia a Pianisi, Santa Croce di Magliano, Sepino, Spinete, Tavenna, Torella del Sannio, Toro, Trivento, Tufara, Vinchiaturo, Acquaviva d'Isernia, Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Cantalupo nel Sannio, Capracotta, Carovilli, Carpinone, Castel del Giudice, Castel San Vincenzo, Castelpetroso, Castelpizzuto, Castelverrino, Cerro al Volturno, Chiauci, Civitanova del Sannio, Colli a Volturno, Conca Casale, Filignano, Forlì del Sannio, Fornelli, Isernia, Longano, Macchia d'Isernia, Macchiagodena, Miranda, Montaquila, Montenero Val Cocchiara, Monteroduni, Pesche, Pescolanciano, Pescopennataro, Pettoranello del Molise, Pietrabbondante, Pizzone, Poggio Sannita, Rionero Sannitico, Roccamandolfi, Roccasicura, Rocchetta a Volturno, San Pietro Avellana, Sant'Agapito, Sant'Angelo del Pesco, Sant'Elena Sannita, Santa Maria del Molise, Scapoli, Sessano del Molise, Sesto Campano, Vastogirardi, BOSCHI, MONTAGNA, TRADIZIONI CULTURALI, dimensione geografica, Scempi Urbanistici, Soprintendenza del Molise, Tutela del territorio e del Mare, Decreto, consiglio provinciale, Turismo Termoli, Turismo Campomarino, Turismo Petacciato, Turismo Tremiti, Turismo Molise, vacanze, estate, acqua minerale, sorgenti, privatizzazione, acqua termale, esame parlamentare, GASPARRI, Collino
Con il “verde” RONCHI prima, “l’imprenditore” BERLUSCONI “l’imprenditore” CIARRAPICO adesso, rifacendosi ad una fantomatica direttiva europea pur di vendere l’acqua ai loro “amici” APPROVANO LA LEGGGE che toglie l’acqua alla natura mentre in Francia dal 1° gennaio 2010 la gestione delle acque ritornerà pubblica al 100%, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata.
Ancora poche settimane e l’intera gestione delle acque potabili parigine ritornerà nelle mani del Comune. Sin dallo scorso maggio il sindaco Bertrand Delanoë aveva annunciato alla cittadinanza la decisione di ritornare ad una gestione idrica pubblica e di non rinnovare i contratti di distribuzione e fatturazione delle acque parigine alle multinazionali francesi Veolia e Suez, in scadenza il prossimo 31 dicembre. Dal 1° gennaio 2010 l’intero servizio idrico passerà nelle mani di un Ente di diritto pubblico che si chiamerà EAU DE PARIS e che si occuperà di ogni singola fase: dalla captazione delle fonti alla fatturazione. E’ stato calcolato che, grazie alla ri-municipalizzazione, il Comune risparmierà 30 milioni di euro l’anno, che serviranno sia a migliorare la rete idrica, sia a stabilizzare il prezzo di 2,77 euro al metro cubo fino al 2014.
La decisione del Comune di Parigi si iscrive nel movimento di ri-municipalizzazione dell’acqua in Francia e nella più ampia battaglia mondiale per il riconoscimento dell’acqua come diritto umano e per la ri-pubblicizzazione dei servizi idrici. La Francia a suo tempo fu all’avanguardia nella corsa alla privatizzazione: il passaggio da una gestione idrica pubblica ad una privata delle acque parigine venne deciso sin dal 1984 da Jaques Chirac (all’epoca sindaco di Parigi-n.d.a.) e diventò effettivo a partire dal 1° gennaio 1985, per una durata di 25 anni. La captazione dell’acqua alle fonti fu affidata ad una società mista, la SAGEP (diventata poi SEM-Eau de Paris) di cui facevano parte il Comune di Parigi, con una quota del 72%, Veolia e Suez, ciascuna col 14%. Compiti principali della SAGEP erano sia di monitorare la qualità dell’acqua, sia di controllare i gestori privati incaricati della distribuzione. E a chi venne affidato il servizio di distribuzione delle acque (insieme alla conseguente rendicontazione, tariffazione e fatturazione)? Al GIE, una società privata costituita da Veolia e Suez, che si divisero equamente la capitale: Veolia-Compagnie des Eaux de Paris sulla rive droite e Suez-Eau et Force-Parisienne des Eaux sulla rive gauche. In pratica i privati “controllati” dalla SAGEP erano i “controllori” stessi.
Da studi recenti si evince come la gestione privata delle acque parigine abbia generato in questi 25 anni solo un aumento sistematico dei prezzi, non accompagnato da un conseguente miglioramento dei servizi, bensì da una lunga serie di abusi, prezzi gonfiati, casi di corruzione e servizi obsoleti, perché modernizzarli avrebbe richiesto investimenti e, dunque, meno profitti. Le indagini dell’”Ufficio Servizio Pubblico 2000” hanno dimostrato come la differenza del costo dell’acqua tra Parigi e il resto della Francia non sia dipesa da un maggior consumo di acqua, ma alla presenza stessa del GIE, che ha generato un’ingiustificabile espansione dei costi, consentendo alle multinazionali di realizzare profitti enormi. Inoltre, è stato evidenziato come dietro ai lunghi ritardi nella liquidazione delle somme non dovute da parte del GIE, si nascondesse una vera e propria rendita finanziaria a favore del GIE stesso.
Nemmeno la società mista SAGEP-SEM-Eau de Paris, però, è stata immune da critiche. La Camera dei Conti dell’Ile de France, infatti, ha documentato come anch’essa si sia caratterizzata per la totale mancanza di trasparenza contabile, soprattutto nel periodo 1998-2000. Secondo l’Associazione dei consumatori “FC-Que Choisir”, infine, la gestione privata delle acque di Parigi ha vinto (nel 2006 e 2007) il primo premio della sovra-fatturazione, con un tasso di margine del 58,7%, che testimonia gli incredibili profitti di Veolia e Suez.
Per tutte queste ragioni, e nonostante in Francia la gestione dell’acqua sia privatizzata, il Comune di Parigi ha preso la storica decisione di riappropriarsi dell’intero servizio idrico. Dopo Parigi, Grenoble (già ri-pubblicizzata dal 2001) e Cherbourg (dal 2005), altre importanti città ed aree urbane come Tolosa, Lione e l’Ile de France – insieme a più di 40 comunità – stanno obbligando le multinazionali a rinegoziare i contratti e stanno prendendo in seria considerazione l’opportunità di ritornare alla gestione pubblica. Una tendenza che si osserva anche a livello planetario e che dipende dalla consapevolezza sempre più diffusa che la privatizzazione dell’acqua non è conveniente, né per la rete idrica, né per gli utenti.
http://lnx.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2009/11/10/parigi-lacqua-ritorna-pubblica/19 novembre 2009
Privatizzazione delle Fonti Idriche – Gasparri e Collino (Pdl), Riforma Necessaria
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(ASCA) – Roma, 18 nov – ”La bonta’ di una riforma e’ direttamente proporzionale al clamore che suscita e alle strumentalizzazioni di cui e’ oggetto. Da qui si deduce la portata innovatrice e l’assoluta lungimiranza tecnico-politica della riforma sui servizi pubblici locali”.
Lo affermano in una nota l’eurodeputato Giovanni Collino, responsabile del Pdl per gli Enti Locali e Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Popolo della Liberta’.
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”Nel caso dell’acqua abbiamo assistito ad una disinformazione pretestuosa ed anche un po’ datata su posizioni vetero-ambientaliste. La situazione del nostro sistema di depurazione delle acque e gli obiettivi comunitari di qualita’ che devono essere raggiunti entro il 2015 pena infrazioni comunitarie a tappeto, non hanno consentito di perdere tempo. – sostengono gli esponenti del Pdl – La questione dell’acqua privata e’ un ‘non problema’ perche’ bisogna ricordare la differenza che passa tra proprieta’ e gestione”.
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Riceviamo e pubblichiamo – da MOLISE ACQUE: NO privatizzazione
RISORSE IDRICHE NATURALI – MOLISE ACQUE: con “privati” aumento costo 400%
11 novembre 2009
Riceviamo e pubblichiamo – da MOLISE ACQUE: NO privatizzazione
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Molise Acque contraria alla privatizzazione del servizio idrico
E’ con notevole preoccupazione che Molise Acque ha accolto la notizia relativa alla recente approvazione in Senato dell’articolo 15 del Decreto Legge n. 135, articolo che, in buona sostanza, stabilisce come il regime naturale di gestione del servizio idrico sia quello affidato ad imprenditori privati, previa gara d’appalto.
“Il servizio idrico – precisa il Presidente di Molise Acque, l’avvocato Stefano Sabatini – non viene escluso dalla normativa e questo conseguentemente comporterà la sua progressiva privatizzazione. Si tratta di una previsione che comporterà gravi conseguenze, economiche e sociali, per i cittadini. L’acqua, a differenza d altri possibili servizi forniti dai Comuni e dagli Enti locali, non è un bene passibile di valorizzazione economica sul mercato, se non in sue forme specifiche (acque minerali, terapeutiche, eccetera). L’acqua in quanto tale, invece, è assimilabile ad un bene primario, come l’aria e il fatto che si possa pensare a renderla commerciabile è un chiaro non sense. Peraltro, laddove ci si è avventurati, dietro la spinta di grandi capitali finanziari e speculativi, su questa strada gli esiti sono a dir poco disastrosi. A parte quanto accaduto in società ancora povere come l’India, dove l’acqua è diventata strumento di sfruttamento sociale e mantenimento nell’indigenza, anche in Italia i casi in cui la gestione delle risorse idriche è stata affidata a privati ha comportato mediamente un aumento del costo per i cittadini anche del 400% e un grave danno alle fasce più deboli della popolazione (anziani, famiglie monoreddito, disoccupati). Peraltro il Molise, che è ricco di ottima acqua e che ha un ente, come il nostro, che ha assicurato sempre un servizio di qualità a costi contenuti, è particolarmente appetibile da parte di imprenditori e speculatori alla ricerca di facili occasioni per incrementare i propri conti aziendali e personali. Per questo il nostro ente ha avviato un percorso di collaborazione con i Comuni per rendere meno gravoso il problema, reale, delle perdite sulle condotte finali di adduzione e degli allacci abusivi. Questo per far sì che al cittadino venga garantito un bene primario, come l’acqua, senza che alcuno possa pensare di creare una ricchezza privata alle spalle della collettività.
Molise Acque, che ha bilanci in ordine ed è completamente pubblico, spera che la previsione normativa venga rivista nel corso dell’ulteriore esame parlamentare ed avvierà in ogni caso un proprio percorso di sensibilizzazione di tutte le forze politiche locali sul delicato argomento”.
7 ottobre 2009
L’ennesimo «no» al nucleare
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Un secco «no» arriva dal consiglio comunale del piccolo centro agricolo del Basso Molise, contro l’ipotesi di realizzazione di una centrale nucleare tra Termoli e Campomarino, nel nucleo industriale «Valle del Biferno», area che sarebbe stata prescelta per l’impianto atomico dal governo, all’interno di una mappa nazionale che ha già fatto il giro d’Italia e che sta scatenando le reazioni delle popolazioni interessate.
È quanto scaturito l’altra sera nell’ambito di una assise civica monotematica e straordinaria, assemblea cui hanno partecipato non solo gli amministratori del paese ma anche dalla popolazione e soprattutto dagli studenti. «Questo è un momento importante per la comunità – ha detto in sintesi il sindaco di Ururi, Antonio Cocco – perché è stato detto no ad un progetto scellerato per Termoli e per il Molise».
«L’ipotesi di realizzazione di una centrale nucleare – ha dichiarato ancora il primo cittadino del centro di origini albanesi – è una scelta suicida per il nostro territorio, che è già stato fortemente martoriato dall’installazione di numerose industrie come le chimiche, la centrale turbogas, il gessificio ed altre ancora». Il sindaco di Ururi già alcune settimane addietro aveva espresso la propria idea contraria alla centrale atomica ed ora, dopo l’annuncio dello stesso primo cittadino, anche il consiglio comunale si è pronunciato.
Secondo gli amministratori, però, la battaglia è solo iniziata, «in quanto – dicono – occorre fare quadrato attorno alla questione, occorre che tutte le istituzioni si pronuncino a cominciare dalla Regione, per creare un vero e proprio muro attorno a quest’assurdo progetto che determinerebbe la fine per il Molise, la fine di una ambiente salubre, della natura, dell’agricoltura e delle produzioni di qualità, oltre alla presenza preoccupante, ogni giorni, di un mostro e dei suoi rifiuti». In aula era anche presente una delegazione di studenti, contrari anche loro alla realizzazione di una centrale nucleare a Termoli. «Che ne sarà del futuro – dice uno studente – e soprattutto del nostro futuro.
Forse ai politici interessa poco, ma qui, vogliamo ricordare,è in gioco anche il futuro dei loro figli, oltre che il futuro del territorio». «In altri Paesi d’Europa – aggiungono gli studenti – le centrali le stanno smantellando, al nord della Germania gli ambientalisti si incatenano per fermare i rifiuti nucleari e noi qui che facciamo? Costruiamo una centrale?».
La questione della realizzazione torna fortemente di attualità anche perché il prossimo febbraio sarà pubblicato il decreto governativo che in sostanza darà un colpo di acceleratore ai progetti per la realizzazione degli impianti. Dal comune di Ururi arriva anche un appello affinché parta la mobilitazione delle istituzioni e della popolazione attorno al progetto di realizzare una centrale nucleare nel territorio di Termoli, con tutta probabilità in una zona alluvionale e dove insistono già un polo chimico con industrie ad alto rischio. Presto la protesta potrebbe accendersi soprattutto su Termoli, in forme anche clamorose.
di Giuseppe Castelli
07/10/2009
http://iltempo.ilsole24ore.com/molise/2009/10/07/1078292-ennesimo_nucleare_arriva_consiglio_ururi.shtml

















