Stefano Cucchi è stato arrestato dai Carabinieri il 15 ottobre scorso. Trascorre la notte in caserma e l’indomani, con un processo per direttissima, il giudice dispone l’arresto in carcere in attesa dell’udienza successiva. Mentre sono ancora in attesa di vedere il figlio, una settimana fa i familiari ricevono dai carabinieri la notifica del decreto col quale il pm autorizzava l’autopsia sul corpo di Stefano.
E’ così che i genitori e la sorella vengono a conoscenza della morte di Stefano.
Era un ragazzo di 31 anni, un normalissimo ragazzo di 31 che la notte tra il 15 e il 16 ottobre è stato arrestato dai Carabinieri, perché trovato in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti.
Visto uscire di casa accompagnato di Carabinieri, che precedentemente tra l’altro avevano perquisito la sua stanza non trovandovi nulla e sempre accompagnato dai Carabinieri in ottime condizioni di salute, senza alcun segno sul viso e non lamentando alcun tipo di dolore, viene arrestato.
La notizia successiva la ricevono il sabato sera verso le 21, quando vengono i Carabinieri a informare che Stefano è stato ricoverato d’urgenza presso la struttura del Sandro Pertini. Ovviamente i genitori si recano immediatamente sul posto e lì viene negato loro alcun tipo di notizia. Nel momento in cui, ingenuamente, la madre domanda di poter vedere il ragazzo e di sapere quello che aveva, le viene risposto: “assolutamente no, questo è un carcere, tornate lunedì in orario di visita e parlerete con i medici”.
Dopo un po’ di tempo esce una responsabile, la quale li informa di non potergli consentire di parlare con i medici, in quanto non è arrivata una “certa autorizzazione” da parte del carcere: “Comunque tornate, perché deve arrivare quest’autorizzazione e non vi preoccupate, perché il ragazzo è tranquillo”.
Questo è stato risposto loro, quando la madre chiedeva: “ditemi almeno per quale motivo mio figlio è stato ricoverato”. “Il ragazzo è tranquillo”.
L’ hanno rivisto morto il 22 ottobre all’obitorio e nel momento in cui l’hanno visto, aveva il viso completamente tumefatto e pieno di segni, il corpo non l’hanno potuto vedere.
È morto all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli e dell’ospedale Fatebenefratelli senza avere mai la possibilità di essere visitato dai parenti.
CAZZO!!!! – ERA MORTO E GLI DICEVANO CHE ERA TRANQUILLO!!!
La famiglia viene a conoscenza della notizia della morte di Stefano Cucchi dai Carabinieri, che vanno a casa per notificare alla madre il decreto con il quale il Pubblico Ministero autorizzava l’esecuzione dell’autopsia in seguito al decesso di Cucchi Stefano. All’obitorio è stata concessa la possibilità di vedere il corpo solo dopo lunghissime pastoie burocratiche, falsi problemi e solo dietro ad un vetro. Ciò che hanno visto attraverso quel vetro maledetto era il corpo martoriato ed il volto trasfigurato e tumefatto, da cosa, come quasi sempre avviene in Italia, sarà difficile saperlo. Agli occhi dei genitori si e’ presentato, secondo la ricostruzione, con il volto tumefatto, un occhio rientrato, la mascella fratturata e la dentatura rovinata. Si parla di ecchimosi ed escoriazioni e sangue nella vescica, per cui e’ difficile sapere quando e soprattutto come e’ morto’. Il Ministro della Giustizia Alfano riferisce che le lesioni mortali sarebbero dovute ad una caduta accidentale.
Le foto che non ci sentiamo di mostrare sono visibili su CNR-MEDIA.com
Questo è stato il modo in cui muore un giovane 31enne solo perchè lo Stato consente l’uso di droghe in modica quantità a tutti, parlamentari e non. Il problema nasce quando il consumatore non ha l’immunità parlamentare, è figlio di nessuno e viene arrestato da un gruppo di balordi che godono anche loro dell’uso in modica quantità.
QUANTI SONO IN ITALIA I POTENZIALI GENITORI DI STEFANO CUCCHI ???

















