VINO, CARNE, OBIETTORI E PRESERVATIVI
Ai tempi del servizio di leva c’era chi sceglieva di diventare obiettore civile. Ognuno sceglieva. Sceglieva prima. E chi era, semplificando la cosa, contro l’uso delle armi o della forza o della guerra, poteva scegliere una strada diversa. Tutto, ribadisco, avveniva prima.
Sebbene si chiami sempre “obiezione”, sebbene si fondi sugli stessi principi, dal punto di vista pratico non ci vedo granchè similitudine con quella dei medici che la strada invece la intraprendono, ma poi dettano le loro condizioni. Un obiettore civile potrebbe dirmi: «io avrei potuto fare il servizio di leva rifiutandomi di usare le armi e di fare tutto quello che poteva essere lesivo di ciò in cui credo. Sarebbe stato più comodo del mio servizio civile e in più…chi avrebbe potuto contestare nulla?». Io a questo ipotetico obiettore non so che rispondere. E procedo sulla strada.
Si chiamano medici obiettori quei medici che hanno deciso di fare i medici, che sono stati assunti per fare i medici e che prendono per questo lo stipendio da medici, ma che si rifiutano di praticare gli aborti oppure si rifiutano ad esempio di prescrivere un contraccettivo come la pillola del giorno dopo, perchè sono per la sacralità della vita e agire secondo le necessità/richieste/specifiche volontà dei pazienti significherebbe in questi casi andare contro i loro principi. (Ma una volta non veniva sempre prima il paziente?)
Io mi domando scioccamente perché? mi si risponde che sarebbero promotori di ciò che ritengono contro la loro morale. Io resto dubbioso perchè richiamarsi alle distanze dalla promozione dell’immoralità è qualcosa che vedo alquanto astratto e ambiguo, forse anche illegale in un Paese laico. Mi vengono poi in mente storie di aborti pubblici negati e privati ben pagati o percentuali oltre il 70% di NON LAVORO o il ricordo di regioni in cui è impossibile abortire. Mi vengono in mente tutte queste cose, ma mi tocca andare avanti.
La nuova, dell’oggi ormai passato da qualche ora, è che tale diritto si chiede venga esteso anche ai farmacisti che pur avendo deciso di fare i farmacisti, pur essendo pagati per il loro lavoro, potrebbero così sottrarsi ad alcune parti di esso perchè a quanto pare vendere qualcosa che loro non utilizzerebbero mai, che loro non consiglierebbero mai, ecc ecc andrebbe contro la loro fede, il loro credo, le loro convinzioni religiose e quindi contro la loro libertà. Mmmm…questa cosa inizia a puzzarmi. Perchè ho sempre pensato che la mia libertà finisse laddove inizia quella degli altri. E qui la libertà degli altri viene parecchio compromessa. Oltretutto inizio anche a spaventarmi…Il video delle Iene sull’odissea affrontata da una coppia per farsi prescrivere la pillola del giorno dopo velo ricordate? Immaginate dopo quell’avventura dover anche andare a scovare la farmacia con farmacisti non obiettori mentre le ore utili dopo il rapporto sessuale passano?
Non riesco allora a non fare considerazioni semplicistiche, ma che secondo me hanno fondatezza e sono reali se non si definisce fino a che punto è possibile ostacolare le vicende altrui:
Questa obiezione si allargherà anche ai preservativi? Quindi dopo i farmacisti obiettori avremo anche i commessi degli ipermercati che si rifiuteranno di mettere negli scaffali i preservativi? E le cassiere si rifiuteranno di venderli? «L’insalata sì, la pasta sì, per i preservativi deve rifare la fila dalla mia collega perchè la mia religione mi vieta l’uso di contraccettivi e quindi non posso venderglieli».
A questo punto in quest’ottica invito tutti i macellai musulmani a rifiutarsi di lavorare nel momento in cui qualcuno chiede carne suina, ma al tempo stesso di portarsi a casa lo stipendio intero.
A questo punto chiedo ai camerieri musulmani che lavorano in pub e pizzerie di rifiutarsi di servire vino e bevande alcoliche.«Le ho portato gli antipasti e le pizze, ma le birre le porta il mio collega, io obietto»
A questo punto chiedo a tutti gli animalisti di farsi assumere nelle macellerie di cui sopra, in modo da passare le giornate chiacchierando con i colleghi musulmani e scaricando tutto il lavoro su chi non ha convizioni tali da poter obiettare.
Che idiozie che sto scrivendo, ma in fondo se il principio smette di essere la libertà personale di non abortire, di non prendere una pillola, di non usare il preservativo, di non mangiare carne suina, di non bere vino e birra, ecc, ma diventa il diritto di obbligare gli altri alle nostre convinzioni, da domani lascio tutto, mi faccio assumere dove posso obiettare e poi faccio la sorpresa al mio datore di lavoro e gli rivelo che sono obiettore. Così lui è obbligato a pagarmi, io mi porto a casa tutto lo stipendio anche se lavoro meno…il tutto condito dalla salsa che le mie convinzioni devono sono libere di influenzare la vita degli altri.
Penso sia veramente triste qualsiasi azione che restringe l’orizzonte, figuriamoci quale considerazione posso avere di ciò che restringe, ma restringe, viola e lede le scelte degli altri subdolamente e ipocritamente. Come penso anche che fin quando la classe politica bipartisan smidollata e vigliacca di questa Paese continuerà a lasciarlo nelle mani delle gerarchie clericali del Vaticano che mi impongono i loro obblighi e le loro regole di potere, non ci sarà nessuna luce, ma molto molto buio.
di Antonio Barillà
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