Quanto costa un tetto provvisorio? Dipende.
All’Aquila sono state dirottate in un anno risorse cinque volte maggiori di quanto fu speso in Umbria e tre volte di più persino di quel che costò la prima emergenza in Irpinia.
Trent’anni di storia patria raccontata attraverso gli affari legati alle ricostruzioni. Il Nord delle imprese fantasma, il Centro dei poteri forti, il Sud del business criminale. L’economia della catastrofe ha diviso l’Italia e affamato il Mezzogiorno.
Trent’anni fa, il 23 novembre 1980, una terribile scossa stravolse l’Irpinia. 2914 morti, 8800 feriti e 280 mila sfollati. Quel terremoto unì l’Italia: migliaia di volontari venuti da ogni parte del Paese per giorni scavarono tra le macerie, trascinarono nelle bare i morti, accudirono i vivi. Dieci anni dopo, e in nome di quello stesso terremoto, l’Italia iniziò a dividersi. Gli sprechi, le ruberie, le inchieste che scandirono gli anni della ricostruzione sono tuttora ricordati come il più famelico attentato ai conti pubblici. L’Irpiniagate, la mamma di tutti quegli scandali, aiutò Umberto Bossi a far nascere la Lega, a renderla un movimento vivo e indisponibile a ogni altra concessione verso il Sud. Anche se alla tavola imbandita nel Mezzogiorno si erano presentate, puntuali, le aziende del Nord invitate al banchetto dalla Dc campana, il partito-Stato. (continua…)