L’accentuarsi della crisi economica incrementa le sofferenze bancarie delle piccole imprese e determina l’aumento del ricorso agli usurai in alternativa al fallimento aziendale.
Basta seguire sommariamente l’andamento delle aste fallimentari o i passaggi di proprietà delle imprese per accertare delle nuove catene di controllo su parte dell’economia molisana.
Non di rado tali liquidità traggono origine specie in congiunture negative da associazioni mafiose che dispongono di profitti per miliardi di euro che riciclano e reinvestono in attività commerciali o produttive per espandere i propri patrimoni.
Le recenti inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli su operatori economici campani che avevano acquisito la Fonderghisa, la RER e altre società sul territorio molisano, al di là di come evolveranno penalmente, confermano tali preoccupazioni e ci inducono ad innalzare il livello di guardia attraverso una mobilitazione sinergica delle Forze di Polizia, della Magistratura, delle Istituzioni e delle rappresentanze economiche e sociali.
Segnalo inoltre l’allegato articolo della giornalista anticamorra, Rosaria Capacchione, che paventa rischi di infiltrazioni criminali in Molise connessi con la gestione dei rifiuti e delle fonti energetiche rinnovabili.
In particolare nell’articolo è menzionata genericamente anche la società che intende costruire n. 16 pale eoliche nelle vicinanze dell’aera archeologica di SAEPINUM-ALTILIA sulle alture della Castagna, con un progetto fortemente avversato dalle comunità locali, da 136 associazioni riunite in una rete contro l’eolico selvaggio, ed oggetto anche di specifico intervento della Procura della Repubblica di Campobasso.
Su questi rischi che mettono a repentaglio la legalità in Molise attraverso l’espansione di attività illecite che spiazzano i concorrenti onesti, è utile concentrare gli sforzi per risalire ai reali proprietari dei beni acquisiti che si nascondono dietro sigle societarie anonime, srl, consorzi o denominazioni apparentemente innocue.
Contestualmente è opportuno intensificare le iniziative di prevenzione e controllo del territorio, anche liberando se possibile personale dagli uffici, per assicurare una maggiore presenza di uomini e mezzi nelle periferie di Campobasso, e Campodipietra, Oratino, Toro, Riccia, Gildone, Jelsi, Cercemaggiore, Baranello, Sepino, Vinchiaturo, Ripalimosani e altri centri che hanno visto aumentare tristemente i fenomeni di furti nelle abitazioni con una giustificata diffusione della paura da parte dei cittadini.
Distinti saluti.
Campobasso, 13 giugno 2012
Michele Petraroia















