Di polemiche l’ondata di maltempo e neve sembra destinata a crearne ancora. Dopo la battaglia tra Alemanno e Gabrielli, combattuta a colpi di interviste sulla ormai memorabile questione dei millimetri-centimetri di neve, ora è la volta dell’esercito.
Alcuni Sindaci puntano il dito contro la Difesa denunciando che l’intervento dei militari per spalare la neve è a pagamento.
Urbino sborserebbe 700 euro al giorno per 10 spalatori (in tuta mimetica), a cui vanno aggiunte le spese per vitto e alloggio. Ad Ancona il Sindaco dichiara di spendere 200 euro al giorno per i bobcat, 800-900 per una ruspa e poco meno di 100 euro a testa per ogni militare.I comuni sono già a corto di risorse e in un caso di emergenza simile devono pure pagare le forze armate, già mantenute dai contribuenti? La polemica è ora sulle prime pagine di tutti i principali siti d’informazione. Tanto che in serata è giunta la precisazione del ministero della Difesa: “il problema dell’onerosità dei concorsi – si legge in una nota – riguarda i rapporti tra le Amministrazioni ministeriali”. In altre parole, se verrà riconosciuto lo stato di emergenza, arriveranno le risorse per compensare le spese dell’intervento dei militari.
Le norme, disciplinate dal Regolamento di contabilità generale dello Stato, prevedono che gli oneri finanziari connessi con gli interventi per calamità e sostenuti dall’Amministrazione della Difesa sono a carico della stessa autorità civile che li ha richiesti, alla quale va inoltrata la relativa richiesta di rimborso «a consuntivo». Un rimborso, sottolineano le fonti, «peraltro minimo rispetto alle reali spese sostenute per gli interventi e per i mezzi impiegati perchè relativo alle eventuali spese connesse con il personale: quelle di missione, nel caso in cui i militari siano impiegati al di fuori del comune dove è di stanza l’ente militare, e di straordinario, solo se il personale rimane impiegato oltre il normale orario di servizio». Nel caso specifico, inoltre, poichè l’emergenza è ancora in atto, «i comandi militari impegnati non hanno inviato alcuna nota spesa ai comuni interessati».
Ma la situazione è molto complicata, anche perché ci sono alcune regioni come le Marche che ancora non hanno richiesto lo stato di emergenza e forse non lo faranno. Secondo il governatore Gian Mario Spacca, a pagare, in base al decreto Milleproroghe, sarebbero ancora una volta gli stessi cittadini con l’aumento ad esempio delle accise sulla benzina.
Il freddo che sta ghiacciando l’Italia intera non gela nuove polemiche.
Tanto che è di poco fa la notizia di un’altra polemica sulla benzina dei mezzi dell’esercito a Conca Casale, in provincia di Isernia.















